Svizzera · Pubblicato il 24. September
Naturalizzazione dopo 5 anni? Il Parlamento dice no
Il Consiglio degli Stati respinge l'iniziativa per la democrazia con 34 voti contro 9 e boccia l'idea di un controprogetto.

BERNA - Il Consiglio degli Stati ha respinto l'iniziativa popolare «Per un diritto di cittadinanza moderno», nota anche come iniziativa per la democrazia. La proposta chiedeva di dimezzare da dieci a cinque anni il periodo di soggiorno legale necessario per richiedere la cittadinanza svizzera. La Camera alta si è espressa con 34 voti contrari, 9 favorevoli e due astensioni, allineandosi alla decisione già presa dal Consiglio nazionale nel marzo scorso.

Il Parlamento ha inoltre deciso di non contrapporre alcun controprogetto diretto o indiretto alla modifica costituzionale, respingendo le proposte dell'ala rosso-verde volte ad agevolare la naturalizzazione della seconda generazione di stranieri e dei minorenni residenti da almeno cinque anni.
Secondo la maggioranza del Consiglio degli Stati, la riduzione dei tempi a cinque anni comprometterebbe la verifica dell'effettivo radicamento nel Paese e dell'integrazione. È stata inoltre ribadita l'importanza di preservare il modello federalista, che attribuisce competenze ben definite a Confederazione, Cantoni e Comuni. Di parere opposto i sostenitori del testo, secondo cui un quarto della popolazione residente non può partecipare alla vita democratica pur lavorando e contribuendo alla società.
Anche il Consiglio federale, per voce del ministro della giustizia Beat Jans, ha raccomandato il rigetto dell'iniziativa senza controprogetti, definendo la proposta una forte ingerenza nelle competenze dei Cantoni. Il dossier è ora pronto per le votazioni finali.