Svizzera · Economia · Pubblicato il 16. September
Regole sul capitale di UBS, i senatori borghesi chiedono il rinvio al Consiglio federale
I consiglieri agli Stati Andrea Caroni e Pirmin Bischof propongono due mozioni identiche per affidare al governo la definizione dei requisiti sui fondi propri delle banche sistemiche.

Il dibattito sui nuovi requisiti di capitale per le banche di rilevanza sistemica, in particolare UBS, rischia di subire una svolta al Consiglio degli Stati. I consiglieri agli Stati Andrea Caroni (PLR/AR) e Pirmin Bischof (Centro/SO) hanno infatti presentato due mozioni identiche per chiedere di rinviare l'intero dossier al Consiglio federale, affinché sia l'esecutivo a stabilire le norme per via di ordinanza.
La maggioranza dei senatori del PLR e del Centro punta a non entrare nel merito della legge. Secondo Andrea Caroni, il parlamento non costituisce la sede idonea per definire dettagli tecnici sui fondi propri: «Le disposizioni su capitale proprio hanno sempre fatto parte delle ordinanze del Consiglio federale; ora, per la prima volta, verrebbero sottoposte alle Camere», ha sottolineato il senatore appenzellese, ritenendo che la politica parlamentare debba lasciare la materia al governo.
Il progetto di legge governativo, che la Camera alta affronterà in aula a Berna, stabilisce che le banche sistemiche debbano coprire interamente con capitale proprio le proprie filiali estere. Una misura intesa a prevenire i rischi di instabilità finanziaria ma fortemente avversata dagli ambienti bancari e da diversi settori politici.
A fine agosto, la Commissione dell'economia e dei tributi del Consiglio degli Stati (CET-S) aveva cercato una via intermedia, proponendo di coprire le filiali estere per il 50% con capitale di base di prima classe (CET1) e per il restante 50% con obbligazioni AT1. Tuttavia, anche questa soluzione di compromesso ha suscitato accese contestazioni tra i gruppi parlamentari.

Qualora le mozioni di Caroni e Bischof venissero accolte dai senatori, la palla tornerà direttamente all'esecutivo guidato dal Consiglio federale, sottraendo la definizione dei coefficienti tecnici di capitale al voto delle Camere federali.