Alle Nachrichten

Svizzera · Ticino · Pubblicato il 22. September

Sicurezza nei parlamenti svizzeri: la svolta iniziata con l'attentato di Zugo

L'attacco del 27 settembre 2001 nella sala del Consiglio cantonale ha trasformato in modo permanente i dispositivi di protezione delle sedi istituzionali federali e cantonal, compreso il Gran Consiglio ticinese.

Il Palazzo federale a Berna, una delle sedi parlamentari dove i dispositivi di sicurezza sono stati potenziati dopo la strage di Zugo del 2001.
Il Palazzo federale a Berna, una delle sedi parlamentari dove i dispositivi di sicurezza sono stati potenziati dopo la strage di Zugo del 2001. · August Geyler / Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0

BERNA / ZUGO / LUGANO - L'attentato avvenuto nella sala del Consiglio cantonale di Zugo il 27 settembre 2001 ha rappresentato una svolta storica nei protocolli di sicurezza dei parlamenti in tutta la Svizzera. In quella drammatica giornata, Friedrich Leibacher uccise 14 membri del governo e del parlamento cantonale prima di togliersi la vita, spingendo le autorità federali e cantonali a una revisione immediata dei sistemi di protezione.

▶ Il servizio video di ti-web.ch

Le reazioni nelle varie sedi parlamentari furono immediate. Il giorno stesso della strage, a Palazzo federale a Berna venne annunciata l'introduzione di metal detector e il controllo di borse e zaini per tutti i visitatori. Prima di allora, l'edificio del Parlamento era liberamente accessibile. Oggi, oltre 100mila visitatori all'anno devono identificarsi all'ingresso e sottoporsi a controlli di sicurezza prima di poter accedere alle tribune.

Infografica: Sicurezza nei parlamenti svizzeri: la svolta iniziata con l'attentato di Zugo
Infografica ti-web.ch

Anche in Ticino l'impatto fu praticamente immediato. All'epoca le sedute del Gran Consiglio si tenevano temporaneamente presso la Scuola d'arte e mestieri a causa dei lavori di ristrutturazione al Palazzo delle Orsoline. L'allora presidente del Gran Consiglio, Ignazio Bonoli, chiese e ottenne dal Consiglio di Stato la presenza di due agenti di polizia all'entrata per garantire una prima forma di presidio. Da quel momento si introdussero controlli d'accesso formali per la sala del parlamento, per gli uffici cantonali e tessere stampa dedicate per i giornalisti.

Negli anni successivi, quasi tutti i cantoni hanno progressivamente potenziato le infrastrutture di sicurezza con varchi controllati, telecamere di sorveglianza e pulsanti d'allarme. Dal 2013, inoltre, la maggior parte dei cantoni ha adottato una specifica «gestione delle minacce» coordinata dalla polizia per identificare precocemente soggetti potenzialmente pericolosi e prevenire atti di violenza contro le autorità o la collettività.

Quelle: Keystone-ATS / Polizia Zugo (secondaria)

Lesen Sie auch

Alle Nachrichten