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Svizzera · Ticino · Pubblicato il 19. September

Sondaggi e votazioni, lo studio: l'«effetto Titanic» rischia di affondare le proposte

Una ricerca firmata dal politologo Oliver Strijbis della Franklin University mostra che gli elettori tendono a votare contro un'iniziativa se la ritengono già destinata alla sconfitta.

I sondaggi di voto possono influenzare le scelte degli elettori a causa dell'«effetto Titanic»
I sondaggi di voto possono influenzare le scelte degli elettori a causa dell'«effetto Titanic» · Immagine illustrativa generata

I sondaggi d'opinione possono esercitare una forte influenza sull'esito effettivo delle votazioni popolari. A confermarlo è uno studio condotto dal politologo Oliver Strijbis, docente presso l'ateneo privato Franklin University Switzerland di Sorengo, pubblicato sulla rivista accademica Electoral Studies.

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Per analizzare la reazione degli elettori, il ricercatore ha effettuato tre distinti esperimenti coinvolgendo complessivamente 4000 persone. I test hanno preso in esame tre specifiche iniziative popolari: la proposta per la riduzione del canone radio-tv, il divieto dei fuochi d'artificio e l'iniziativa per multinazionali responsabili. Ai partecipanti sono state fornite differenti proiezioni sulle probabilità di riuscita dei testi.

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Dall'indagine è emerso con chiarezza il cosiddetto «effetto Titanic»: quando i cittadini vengono informati che un'iniziativa ha scarse possibilità di successo o appare destinata al fallimento, la propensione a sostenerla diminuisce in modo sensibile, compromettendone definitivamente la vittoria alle urne. Al contrario, lo studio ha rilevato un modesto «effetto carro del vincitore», ossia un lieve incremento di consenso quando si prospetta il successo del sì, sebbene con un impatto statisticamente non significativo.

In una dichiarazione rilasciata all'agenzia Keystone-ATS, Strijbis ha tuttavia precisato che questi meccanismi non equivalgono a una manipolazione intenzionale dell'elettorato. Secondo l'esperto, una manipolazione si verificherebbe solo in presenza di dati falsificati a tavolino per orientare il voto, eventualità di cui non si riscontrano casi concreti. Il vero nodo critico in Svizzera resta la scarsità di sondaggi disponibili, fattore che impedisce di correggere distorsioni o errori statistici mediante il confronto tra più rilevazioni.

Infine, il ricercatore rivolge un'indicazione strategica ai comitati promotori che si trovano in svantaggio nelle prime proiezioni: la scelta più efficace è non dare enfasi ai dati negativi. Rilanciare appelli d'allarme paventando la sconfitta imminente rischia di rivelarsi un effetto boomerang, amplificando ulteriormente l'effetto Titanic tra gli elettori.

Quelle: laRegione / Keystone-ATS (secondaria) · Franklin University Switzerland / Electoral Studies

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