Svizzera · Economia · Pubblicato il 20 September
Budliger Artieda e Keller-Sutter: tensioni e retroscena dietro l’addio a Berna
Dietro il ritiro della segretaria di Stato vi sarebbero forti scompigli con la consigliera federale Karin Keller-Sutter e sul dossier dazi con gli USA.

BERNA - L’improvviso ritiro della segretaria di Stato Helene Budliger Artieda dall’amministrazione federale sarebbe legato anche a forti tensioni con la consigliera federale Karin Keller-Sutter. Secondo quanto rivelato da un’inchiesta del quotidiano domenicale «NZZ am Sonntag», il conflitto personale e professionale avrebbe pesato in modo determinante sulla decisione di Budliger di abbandonare l’incarico, unitamente a valutazioni sulle sue prospettive di carriera future.
Helene Budliger Artieda era considerata una figura di spicco e di forte influenza all’interno dell’amministrazione federale. Il suo stile d’azione particolarmente deciso, tuttavia, non raccoglieva solo consensi a Palazzo federale: citando un esponente politico del campo borghese, la testata svizzero-tedesca sottolinea come la segretaria di Stato venisse percepita da alcuni colleghi con un atteggiamento da vera e propria capa di dipartimento.
Tra i motivi d’attrito con la capadipartimento Karin Keller-Sutter figurerebbe in primo piano la complessa vertenza doganale con gli Stati Uniti. Dopo che la telefonata estiva del 2025 tra Keller-Sutter e il presidente americano Donald Trump si era conclusa con un insuccesso, culminato nell’imposizione da parte di Washington di dazi aggiuntivi pari al 39 percento contro la Svizzera, Budliger aveva promosso la creazione del «Team Switzerland» in collaborazione con importanti leader industriali. La negoziazione coordinata da Budliger era poi riuscita a contenere il balzello doganale al 15 percento.
Secondo quanto riferito da persone a lei vicine, Budliger avrebbe confidato il proprio rammarico per il mancato riconoscimento da parte di Keller-Sutter dei risultati ottenuti con gli USA. Da parte sua, l’entourage della consigliera federale avrebbe guardato con scetticismo l’iniziativa diplomatica privata condotta dalla segretaria di Stato. Interpellato sulla vicenda, il portavoce di Karin Keller-Sutter ha respinto categoricamente le indiscrezioni definendole «assurde».
A confermare l’esistenza di tensioni tra le due alte funzionarie è intervenuto anche il consigliere nazionale UDC Franz Grüter. Il parlamentare, confidente di Budliger, ne ha lodato la «determinazione paragonabile a quella di Maggie Thatcher», rammaricandosi per il suo addio alla Confederazione. Anche con il ministro dell’economia Guy Parmelin si sarebbero verificati momenti di confronto emotivo durante i negoziati sui dazi, senza tuttavia giungere a una rottura formale.
Dal canto suo, Helene Budliger Artieda ha motivato la propria scelta spiegando che, dopo 41 anni di servizio al servizio della Confederazione e avendo raggiunto l’età di 61 anni, si trattava dell’ultima opportunità professionale per compiere il passaggio verso il settore privato.