Ticino · Pubblicato il 25 September
Defunto in attesa di cremazione per 18 giorni nel Luganese
Nessuno dei parenti ha voluto assumersi i costi della cerimonia. L'impresario funebre: «Non so ancora chi pagherà».

Una persona deceduta è rimasta in attesa di cremazione per ben 18 giorni in un Comune del Luganese. La situazione si è bloccata a seguito del rifiuto dei parenti del defunto di assumersi le relative spese funebri. L'impresario di onoranze contattato in prima battuta ha evidenziato la forte incertezza della vicenda, segnalando di aver dato il via libera alla procedura solo dopo essersi consultato con le autorità comunali.
Secondo la ricostruzione riferita dal quotidiano online tio.ch, la procedura ordinaria prevede che il Comune verifichi la presenza di eventuali averi o depositi bancari intestati alla persona scomparsa per coprire gli oneri dei servizi resi. Qualora tali risorse non risultino disponibili, la pratica viene indirizzata all'Ufficio cantonale di successione per gli accertamenti del caso.
Il settore dell'onoranza funebre in Ticino sta registrando con maggiore frequenza casi analoghi, riconducibili a situazioni di solitudine, difficoltà finanziarie o rotture dei legami familiari. Come spiegato dall'esperto di settore Luca Andreetta a tio.ch, le salme possono talvolta rimanere bloccate per mesi. Le imprese di pompe funebri evidenziano la necessità di chiarire tempestivamente la copertura dei costi, ricordando che alcune aziende accettano gli incarichi solo a fronte di garanzie di pagamento o con soluzioni dilazionate.
In base alla giurisprudenza del Tribunale cantonale amministrativo, qualora il defunto sia privo di mezzi finanziari e non risulti a carico dell'assistenza pubblica, le spese esecutive ricadono sull'ultimo Comune di domicilio del cittadino. Le modalità e le tempistiche di applicazione di tale principio continuano tuttavia a registrare sensibili differenze tra i diversi enti locali del Cantone.