Economia · Svizzera · Pubblicato il 22 September
Efficienza o controllo? Il lato oscuro dei robot che trascrivono le riunioni
L intelligenza artificiale aumenta la produttività ma rischia di compromettere la libertà di espressione e la spontaneità dei collaboratori nelle aziende.

L intelligenza artificiale è entrata stabilmente nelle sale riunioni aziendali, ma la presenza di assistenti virtuali in grado di registrare e trascrivere ogni conversazione solleva crescenti dubbi sul piano della riservatezza e del clima di lavoro. Quando un software partecipa a un incontro di lavoro, la naturalezza degli scambi rischia di svanire, trasformando le discussioni in interventi cauti e formalizzati.
Le testimonianze raccolte evidenziano posizioni contrastanti. Se da un lato l automazione dei resoconti consente di risparmiare tempo, evitare la presenza fisica a ogni incontro e facilitare l inserimento dei nuovi collaboratori, dall altro si assiste alla scomparsa dei momenti informali di brainstorming. Gli scrivi e le idee ancora embrionali tendono a spostarsi durante le pause caffè o i pranzi, per timore che ogni parola rimanga archiviata nei verbali.
Sul piano metodologico e psicologico, Michael Burtscher, ricercatore sulle dinamiche di squadra presso la ZHAW, sottolinea che la possibilità tecnica di trascrivere qualsiasi riunione non ne giustifica l opportunismo sistematico. Per preservare la coesione del team è indispensabile che i collaboratori possano esprimere valutazioni critiche e proposte non convenzionali senza la sensazione di essere costantemente monitorati da un occhio o un orecchio esterno.
Sotto il profilo legale, l avvocato David Vasella ricorda che registrare una conversazione non pubblica senza il consenso esplicito dei partecipanti costituisce un illecito penale. Diverso è il caso delle trascrizioni in tempo reale che non conservano l audio, le quali non rientrano direttamente nel diritto penale ma devono comunque rispettare la normativa sulla protezione dei dati. Le aziende sono tenute a definire finalità, tempi di conservazione e accessi ai documenti.
Infine, desta preoccupazione l eventuale impiego di strumenti avanzati capaci di analizzare il tono della voce e rilevare stati d animo come frustrazione o incertezza. Tali sistemi di profilazione emotiva sul posto di lavoro e nelle scuole sono espressamente vietati dalla regolamentazione dell Unione Europea, evidenziando il sottile confine tra ricerca dell efficienza e monitoraggio dei dipendenti.