Svizzera · Economia · Pubblicato il 22 September
Il governo dovrà motivare il ricorso al diritto di necessità
Il Consiglio nazionale ha approvato all unanimià una modifica di legge che impone al Consiglio federale di giustificare con un rapporto le ordinanze d emergenza emanate in periodi di crisi.

BERNA - Sulla scorta delle esperienze maturate durante la pandemia di coronavirus e l emergenza del Credit Suisse, in futuro il Consiglio federale dovrà motivare nel dettaglio ogni ricorso al diritto di necessità. La modifica della Legge sull organizzazione del Governo e dell Amministrazione (LOGA) è stata approvata all unanimità dal Consiglio nazionale.
Il ricorso al diritto di necessità si impone quando il diritto ordinario non offre strumenti adeguati a gestire una crisi imprevista. In tali situazioni, l esecutivo può emanare ordinanze con forza di legge basate direttamente sulla Costituzione federale. Negli ultimi due decenni, la Confederazione ha fatto ricorso a questo strumento nel 2008 per il salvataggio di UBS durante la crisi dei mutui subprime, nel 2020 per il COVID-19, nel 2022 per Axpo e nel 2023 per l acquisizione di Credit Suisse.
La nuova normativa estende l obbligo di motivazione anche alle ordinanze di necessità fondate su leggi federali. Come spiegato in aula dal relatore commissionale Simone Gianini (PLR/TI), il governo gode di un ampio margine di manovra che giustifica una spiegazione formale: «Tale obbligo esiste già oggi per i messaggi del Consiglio federale e viene esteso a giusto titolo anche alle ordinanze», ha sottolineato il parlamentare ticinese.
Nonostante l opposizione del Consiglio federale e del ministro Beat Jans, i quali sostenevano che nelle deleghe legislative non vi fosse un effettivo trasferimento di potere dal Parlamento all esecutivo, la Camera del popolo ha confermato il testo. Il dossier passa ora alla fase delle votazioni finali.