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L'Archivio delle donne compie 25 anni: un quarto di secolo a difesa della memoria ticinese

Fondato a Melano nel 2001 e oggi attivo a Massagno, l'ente celebra le sue nozze d'argento. Tra conservazione, il progetto "Tracce di donne" e l'onomastica al femminile, prosegue la tutela della memoria storica.

Come riferisce tio.ch, tra memorie e storie da non dimenticare, dalla prima oftalmologa del Ticino a chi si è battuta per l'educazione e il diritto di voto, l'Archivio delle donne compie 25 anni. L'istituzione celebra le proprie nozze d'argento dalla fondazione, confermandosi un punto di riferimento per la salvaguardia della memoria femminile del territorio. Nascita e sviluppo L'Archivio è nato nel 2001 con sede a Melano, per poi stabilirsi a Massagno. All'avvio delle attività contava dieci fondi personali e una donazione di circa duemila libri, dedicati a femminismo internazionale, letteratura femminile e storia della parità. Dal 2021 la presidenza è affidata alla storica e ricercatrice Yvonne Pesenti Salazar, subentrata alla cofondatrice Renata Saggi-Scala. I tre assi di lavoro L'attività dell'ente si struttura su tre direttrici: la riscoperta storica, la conservazione con criteri archivistici rigorosi unita alla catalogazione, e la valorizzazione pubblica attraverso la mediazione culturale e la didattica scolastica. Tra i risultati più significativi spicca il progetto "Tracce di donne", che ha visto circa quaranta ricercatrici e ricercatori impegnati nella stesura di 109 biografie di figure pioniere del Novecento, attive in politica, associazionismo, arte, ambito sociale, medicina e altre professioni. L'ente è stato inoltre pioniere in Ticino nel promuovere l'onomastica al femminile, sostenendo l'intitolazione di vie a donne legate alla storia cantonale. I fattori di svolta e l'appello Nel percorso di emancipazione femminile, i principali fattori di accelerazione storica comprendono l'industrializzazione, i due conflitti mondiali — durante i quali le donne sostituirono gli uomini nei settori produttivi — e le mobilitazioni degli anni Settanta. L'Archivio rinnova oggi un appello alla cittadinanza: lettere, diari e fotografie di vita quotidiana delle "non protagoniste" non devono essere gettati o dispersi durante passaggi generazionali e sgomberi, ma salvaguardati. Gli aspetti da chiarire Le fonti non specificano il nome della prima oftalmologa ticinese citata nella presentazione dell'anniversario. Non sono al momento noti il programma dettagliato di eventuali eventi o mostre per la ricorrenza, né gli orari e le modalità di consultazione e accesso per il pubblico presso la sede di Massagno.

Source: tio.ch Ticino (secondaria)