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Ticino · Svizzera · Pubblicato il 28 September

«Nessuna parità senza protezione per tutte le persone»

Delusione tra le associazioni e i sindacati per la decisione del Consiglio degli Stati che lascia senza tutela chi subisce discriminazioni legate all orientamento sessuale e all identità di genere.

La sala del Consiglio degli Stati a Berna.
La sala del Consiglio degli Stati a Berna. · Superikonoskop, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Il Gruppo Donne dell’Unione sindacale svizzera Ticino e Moesa e l’Associazione Imbarco Immediato criticano la decisione del Consiglio degli Stati di respingere, con 25 voti contro 19, la mozione che chiedeva di estendere esplicitamente la protezione della Legge sulla parità dei sessi alle discriminazioni fondate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere.

Infografica: «Nessuna parità senza protezione per tutte le persone»
Infografica ti-web.ch

Le due organizzazioni esprimono «profonda delusione» e sostengono che, con la legislazione attuale, una persona discriminata sul lavoro per il proprio orientamento sessuale o la propria identità di genere non benefici della stessa protezione prevista dalla Legge sulla parità dei sessi. Una lacuna che, affermano, può avere conseguenze nell’accesso al lavoro, nelle condizioni d’impiego, nella carriera e nella dignità sul posto di lavoro.

Gruppo Donne USS Ticino e Moesa e Imbarco Immediato sottolineano inoltre che durante il dibattito parlamentare è stata riconosciuta l’esistenza di discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere. A loro giudizio, il Parlamento ha tuttavia scelto di non colmare questa lacuna legislativa.

Per le due organizzazioni, la tutela contro le discriminazioni non dovrebbe essere limitata alle categorie tradizionalmente riconosciute. «La lotta contro le discriminazioni di genere non può quindi fermarsi ai confini di una concezione binaria del genere», affermano, aggiungendo che «non esiste una vera parità se alcune persone vengono lasciate fuori dalla protezione della legge» e che la tutela sul lavoro non dovrebbe dipendere «da chi si ama o da come si vive la propria identità».

Il mancato via libera alla mozione viene definito anche «un'occasione mancata» per adeguare la legislazione alla realtà del mondo del lavoro e della società. Nel comunicato si ricorda che la Commissione della sicurezza sociale e della sanità degli Stati aveva riconosciuto che l’inserimento dell’orientamento sessuale nella Legge sulla parità avrebbe permesso di concretizzare, nei rapporti di lavoro, una protezione già riconosciuta dalla Costituzione federale.

Gruppo Donne USS Ticino e Moesa e Imbarco Immediato assicurano infine che proseguiranno il loro impegno per ottenere una piena protezione contro le discriminazioni fondate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere. Sindacati e associazioni di categoria, spiegano, intendono continuare ad agire nei luoghi di lavoro, nei contratti collettivi, nella contrattazione e sul piano politico per costruire strumenti che garantiscano gli stessi diritti e la stessa dignità. «Una legge sulla parità deve proteggere tutte le persone che subiscono discriminazioni, senza eccezioni e senza zone d’ombra», concludono le due organizzazioni. «La parità o è per tutte le persone, oppure non è ancora parità».

Source: Consiglio degli Stati ↗ · Gruppo Donne USS Ticino e Moesa / Imbarco Immediato (via tio.ch) (secondaria) ↗

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