Sport · Economia · Ticino · Pubblicato il 11 September
Paolo Duca nuovo CEO dello Zugo tra vita in Ticino e pendolarismo
Il 45enne dirigente di Ascona, entrato da metà luglio alla guida dei Tori, racconta la spola di 170 km in treno e l'impegno confermato in Municipio.

A pochi mesi dalla chiusura della sua ultraventennale esperienza con l’Ambrì-Piotta, Paolo Duca ha intrapreso una nuova avventura ai vertici dell’hockey svizzero. Dalla «metà luglio» il 45enne di Ascona si è seduto sulla poltrona di CEO dell’EV Zugo, succedendo a Patrick Lengwiler alla guida societaria della formazione della Svizzera centrale. Un incarico di primo piano che apre una fase intensa sia sul piano sportivo sia su quello organizzativo.
L’approdo alla testa dei Tori coincide infatti con passaggi strategici per la società di Zugo. Il club è impegnato nella gestione dell’ampliamento della OYM hall, un cantiere che comporta investimenti per «oltre 60 milioni di franchi», oltre a un rinnovamento dell’area tecnica con l'arrivo di Ted Suihkonen. «Le mie giornate lavorative sono piuttosto piene - ha spiegato proprio Duca - è un periodo così, intensissimo, ma sono felice perché è una sfida intrigante, bella, stimolante. Il primo dossier sul tavolo è quello della pista, mi sembra di essere tornato indietro di cinque anni, con la Gottardo Arena».

Il nuovo ruolo ha richiesto una riorganizzazione dei ritmi personali e familiari. Duca affronta infatti la tratta tra il Ticino e Zugo facendo affidamento sui mezzi pubblici: «facevo 75 km in macchina per andare alla Gottardo Arena, ora ho invece 170 km in treno per Zugo. Mi alzerò prima la mattina, lavorerò durante il viaggio, ma sono pronto a fare qualche sacrifico per salvaguardare gli equilibri famigliari». Di norma il dirigente parte «il lunedì mattina presto e torno il venerdì pomeriggio», cercando di rientrare anche a metà settimana in modo da garantire la propria presenza «almeno quattro sere su sette».
Nonostante gli impegni oltre Gottardo, l'ex capitano e direttore sportivo leventinese non ha alcuna intenzione di abbandonare l'attività pubblica nel proprio comune di residenza, dove ricopre la carica di municipale: «Non è semplice ma si fa. Con qualche riunione fatta in videocall e tanta passione. Mollare? No, ho preso un impegno e ci tengo a portarlo a termine. Ci tengo ad arrivare alla fine della legislatura e poi vedremo».
Nel tempo libero, Duca ha trovato anche lo spazio per riallacciare i pattini sul ghiaccio, unendosi agli amatori dei Cardada Avalanche e partecipando ad alcune sedute con la squadra di seconda lega dell’Ascona allenata da Mauro Juri. «Ma con la bilancia ora va bene. Bene ma non benissimo, diciamo», ha commentato con ironia, sottolineando che durante le partitelle non ci sono riguardi: «non ricevo trattamenti di favore, incasso qualche colpo e qualcuno lo do».