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Svizzera · Pubblicato il 15 September

Prostituzione minorile online in Francia: indagini su un 47enne svizzero

La Francia ha chiesto l'assistenza giudiziaria della Svizzera nell'ambito di un'inchiesta su una vasta rete di portali escort che offrirebbero minorenni.

Il Palais de Justice di Parigi, sede delle autorità giudiziarie francesi (foto d'archivio)
Il Palais de Justice di Parigi, sede delle autorità giudiziarie francesi (foto d'archivio) · Carlos Delgado / Wikimedia Commons, CC BY-SA 3.0

BERNA / PARIGI - Un grave caso di presunta prostituzione minorile scuote la Francia e coinvolge direttamente la Svizzera. Al centro delle indagini condotte dalle autorità d'oltralpe si trova un cittadino svizzero di 47 anni, ritenuto il fondatore e gestore di una delle principali piattaforme di annunci per escort attive in territorio francese.

Come emerso da un'inchiesta dell'emittente pubblica France Inter ripresa da 20 Minuten e Ticinonline, sul portale figurerebbero oltre 45'000 annunci attivi legati alla prostituzione di minorenni, mascherati da profili di utenti maggiorenni. Negli annunci, l'indicazione di un peso corporeo intorno ai 40 kg e l'uso del termine «magro» verrebbero utilizzati come codice per identificare giovanissime adolescenti. Stando a quanto ricostruito, circa tre quarti delle minorenni coinvolte proverrebbero da strutture per giovani gestite dai servizi sociali francesi.

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Infografica ti-web.ch

La gravità della situazione ha spinto la commissaria francese per l'infanzia, Sarah El Haïry, a presentare una segnalazione formale alle autorità penali lo scorso 10 settembre per sollecitarne l'oscuramento immediato. Il 47enne svizzero era già stato condannato in Francia nel 2011 a 3 anni di carcere con la condizionale per grave sfruttamento della prostituzione. Attualmente residente a Dubai, l'uomo incasserebbe oltre 18 milioni di franchi all'anno dalla gestione dei suoi portali.

Nell'ambito degli approfondimenti penali in corso, la magistratura francese ha inoltrato una richiesta formale di assistenza giudiziaria alle autorità elvetiche per la raccolta di prove. Nel frattempo, l'avvocato per la protezione dell'infanzia Michel Amas ha espresso duro sconcerto per il fatto che la piattaforma rimanga tuttora accessibile, denunciando la facilità con cui i minori vengono offerti in rete.

Source: France Inter / 20min.ch / Tio.ch (secondaria)

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