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Ticino · Economia · Pubblicato il 22 September

Rette case anziani, interrogazione PLR: «Il nuovo calcolo va corretto»

I deputati chiedono al Consiglio di Stato di valutare una proroga della fase transitoria al 1° gennaio 2027 per verificare i dati e risolvere le criticità emerse.

Struttura per anziani in Ticino (immagine illustrativa generata con IA)
Struttura per anziani in Ticino (immagine illustrativa generata con IA) · Immagine generata con IA / ti-web.ch

BELLINZONA - Il nuovo sistema di calcolo delle rette nelle case per anziani finisce al centro di un'interrogazione parlamentare inoltrata al Consiglio di Stato. I deputati PLR Patrick Rusconi e Matteo Quadranti, assieme ai cofirmatari Alex Gianella, Fabio Schnellmann, Alessandro Cedreaschi e Andrea Rigamonti, chiedono al Governo ticinese di valutare il rinvio dell'applicazione completa della riforma al 1° gennaio 2027, così da verificare i dati reali dei primi mesi ed eliminare le criticità applicative.

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L'atto parlamentare, presentato il 22 settembre 2026, riguarda il Regolamento concernente il computo della retta giornaliera a carico dell'ospite nelle strutture sociosanitarie riconosciute (RROsp), entrato retroattivamente in vigore il 1° gennaio 2026. I firmatari ribadiscono la bontà del principio ispiratore della riforma, in particolare lo sgravio della sostanza immobiliare per commisurare la Retta alla reale capacità economica dell'ospite, ma evidenziano la necessità di correggere i meccanismi operativi.

Secondo le prime rilevazioni citate dai deputati, il nuovo calcolo rischierebbe di generare rette giornaliere inferiori alla soglia minima di 84 franchi, oltre a produrre disparità di trattamento, maggiori oneri per i Comuni e un sensibile aggravio burocratico per gli uffici cantonali e le strutture. Per i principali Centri cantonali, l'impatto finanziario della misura transitoria risulterebbe superiore di circa il 20% rispetto alle stime iniziali.

Infografica: Rette case anziani, interrogazione PLR: «Il nuovo calcolo va corretto»
Infografica ti-web.ch

Un ulteriore elemento di preoccupazione riguarda i cosiddetti "casi di rigore", in cui dal calcolo si ottiene una capacità di pagamento inferiore agli 84 franchi al giorno in assenza di prestazioni complementari. I firmatari sollecitano risposte chiare al Governo sul coordinamento con le prestazioni sociali e chiedono un rapporto aggiornato prima dell'entrata a regime definitiva della riforma.

«Non si tratta di rimettere in discussione il principio della riforma, ma di evitare che un principio corretto venga compromesso da un'applicazione affrettata», sottolineano i deputati nell'interrogazione, concludendo che «fermarsi alcuni mesi per verificare i dati non significa bloccare una riforma, ma fare in modo che possa funzionare».

Source: tio.ch / Gran Consiglio (secondaria)

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