Ticino · Pubblicato il 27 October
Ticino, respinta la proposta di eliminare i vincoli sulle sedi giudiziarie
Secondo Ticinonline, passa con 65 voti contro 14 il rapporto contrario all’iniziativa MPS: restano le indicazioni di Lugano e del distretto di Bellinzona.

Il Gran Consiglio ha respinto il 27 ottobre l’iniziativa MPS che chiedeva di togliere dalla legge i vincoli geografici sulle sedi di alcune autorità giudiziarie ticinesi. Secondo il resoconto di Ticinonline firmato da Andrea Quadroni, il rapporto di maggioranza contrario alla proposta è stato approvato con 65 voti favorevoli e 14 contrari.
La proposta di Matteo Pronzini e Giuseppe Sergi riguardava il Ministero pubblico, l’Ufficio del giudice dei provvedimenti coercitivi e il Consiglio della magistratura, per i quali la legge indica Lugano, e la Pretura penale, con sede nel distretto di Bellinzona. L’iniziativa puntava a rimuovere queste indicazioni per ampliare la ricerca di soluzioni logistiche, senza fissare una nuova destinazione.

Nell’atto parlamentare, i promotori chiedono maggiore flessibilità e la possibilità di valutare alternative meno costose anche fuori Lugano. Il loro ragionamento parte dal dibattito sulla Cittadella della giustizia e dalla necessità di amministrare le risorse pubbliche privilegiando il rapporto fra qualità e prezzo.
Il rapporto di maggioranza della Commissione giustizia e diritti, relatore Matteo Quadranti, sostiene invece che la sede legale offra un riferimento istituzionale stabile e non obblighi a svolgere ogni attività nello stesso luogo. Il documento richiama le possibilità già previste di dislocare magistrati e tenere udienze altrove quando vi siano esigenze concrete. Secondo la maggioranza, cancellare i riferimenti geografici non garantirebbe risparmi: occorre valutare spazi, accessibilità, sicurezza e costi effettivi.
Nel rapporto di minoranza, Tuto Rossi proponeva di accogliere l’iniziativa, considerandola un passo parziale verso una sistemazione complessiva dell’apparato giudiziario. Rossi sostiene la necessità di strutture moderne e accessibili e attribuisce rilievo alla separazione fra le diverse autorità.
La bocciatura lascia quindi in vigore le indicazioni di sede contestate. Per la maggioranza commissionale, eventuali cambiamenti di localizzazione vanno affrontati nell’ambito di un progetto organico sull’organizzazione della giustizia cantonale.
Source: Ticinonline — Andrea Quadroni, resoconto del voto del 27 ottobre 2026 (secondaria) ↗ · Gran Consiglio ticinese — rapporto di maggioranza del 12 ottobre 2026 ↗ · Gran Consiglio ticinese — rapporto di minoranza del 12 ottobre 2026 ↗ · Matteo Pronzini e Giuseppe Sergi — iniziativa parlamentare del 17 giugno 2024 ↗