Svizzera · Pubblicato il 20 octobre
Berna, avanti sulla confisca delle armi nelle crisi familiari
La commissione degli Stati approva l’iniziativa Jaccoud con 8 voti contro 3 e un’astensione: ora la commissione del Nazionale deve elaborare il progetto.

A Berna la Commissione degli affari giuridici del Consiglio degli Stati ha approvato l’iniziativa Jaccoud sulla confisca delle armi da fuoco nelle crisi familiari. Il via libera, annunciato nel comunicato del 20 ottobre, è arrivato con 8 voti contro 3 e un’astensione.
La proposta punta a introdurre un obbligo di confisca in presenza di una separazione conflittuale oppure di una querela o denuncia per violenza domestica. L’iniziativa parlamentare 25.461 aveva già ottenuto il sostegno della commissione del Nazionale, che in gennaio aveva deciso di darle seguito con 16 voti contro 9.

La commissione degli Stati considera la disponibilità di armi da fuoco nei conflitti domestici un pericolo considerevole. Sostiene quindi una precisazione delle basi legali per ridurre il rischio che la violenza possa avere un esito letale: è questa la motivazione esposta nella nota dei servizi parlamentari.
Nel precedente comunicato della commissione del Nazionale, datato 9 gennaio 2026, si richiamava un’indagine complementare dell’Ufficio federale di statistica. Secondo quanto riportato dalla commissione, gli omicidi coniugali con armi da fuoco avvengono in contesti di crisi acuta, nei quali la disponibilità immediata di un’arma in casa rende possibile il passaggio all’atto.
Il passaggio nelle commissioni apre ora la fase di elaborazione del progetto: l’incarico spetta alla Commissione degli affari giuridici del Nazionale. Il voto riguarda dunque il lavoro su una modifica legislativa; non segna l’entrata in vigore del nuovo obbligo di confisca.
Source: Commissione degli affari giuridici del Consiglio degli Stati ↗ · Commissione degli affari giuridici del Consiglio nazionale ↗