Toutes les actualités

Sport · Svizzera · Pubblicato il 21 septembre

Caso Xhaka, l'ASF mette in stand-by la questione: «La vaccinazione è un fatto privato»

Il presidente della Federazione Peter Knäbel conferma l'assenza del capitano dal raduno di Belek ma rinvia le valutazioni definitive al termine delle partite internazionali.

Granit Xhaka con la maglia della Nazionale svizzera (foto d'archivio 2012).
Granit Xhaka con la maglia della Nazionale svizzera (foto d'archivio 2012). · Fanny Schertzer, CC BY 3.0, via Wikimedia Commons

Sul caso del certificato Covid che coinvolge Granit Xhaka è intervenuto il presidente della Federazione svizzera di calcio (ASF), Peter Knäbel. Secondo quanto riferisce tio.ch, Knäbel ha spiegato che la vaccinazione rimane un fatto privato e che la situazione verrà valutata con calma nelle prossime settimane.

Il presidente dell'ASF ha confermato di essere stato informato personalmente da Xhaka la sera precedente. Il capitano della Nazionale ha espresso la volontà di pronunciarsi pubblicamente sulla vicenda e di assumersi le proprie responsabilità, ammettendo che all'epoca dei fatti l'acquisto della certificazione era stato un errore dettato dall'insicurezza.

Di comune accordo tra la Federazione e il giocatore, è stato stabilito che Xhaka non parteciperà al raduno della squadra a Belek. Knäbel ha sottolineato che la decisione è stata presa nell'interesse del gruppo per affrontare la preparazione senza distrazioni.

La scelta non implica tuttavia un addio o sanzioni definitive immediate. L'ASF ha precisato che al termine della corrente finestra di partite internazionali la dirigenza si riunirà nuovamente con Xhaka per analizzare l'evoluzione del caso e concordare i prossimi passi.

Source: Ticinonline (tio.ch) (secondaria)