Ticino · Economia · Pubblicato il 16 septembre
Chiasso, Pozzo Prà Tiro verso la resa dei conti?
Tutti i membri della Commissione della gestione chiedono chiarezza al Municipio sul futuro dello storico pozzo idrico di fronte all attivazione dell Acquedotto regionale del Mendrisiotto.

In funzione dal 1942 per l approvvigionamento idrico della città, il Pozzo Prà Tiro di Chiasso si trova di fronte a una svolta decisiva. Con l attivazione della tappa a lago dell Acquedotto regionale del Mendrisiotto (ARM), prevista a partire dall aprile 2027, l esecutivo comunatorio dovrà definire le sorti della storica captazione. Tutti i membri della Commissione della gestione di Chiasso hanno infatti inoltrato un interrogazione al Municipio per chiedere chiarezza sulla dismissione dall uso potabile, sulla tutela della falda e sulla possibilità di conservare l infrastruttura come riserva strategica.
La nuova rete regionale mira a garantire un sistema più interconnesso e meno vulnerabile alla siccità e al degrado delle falde locali. Attualmente il Pozzo Prà Tiro richiede il trattamento dell acqua mediante filtri a carbone attivo per eliminare i PFOS, un operazione che comporta costi supplementari e rigidi controlli di qualità. Per la Commissione della gestione, l eventuale dismissione dalla rete idropotabile rientra nella pianificazione regionale, ma non deve tradursi automaticamente in una rinuncia definitiva al pozzo.

I commissari sottolineano come la nuova legislazione cantonale permetta captazioni provvisorie in situazioni eccezionali, come periodi di siccità prolungata, inquinamenti, guasti o blackout. L interrogazione richiama inoltre i confronti avuti tra ARM, Servizio idrico del Basso Mendrisiotto e Dipartimento del territorio, ricordando come il Cantone abbia indicato l iter seguito per i pozzi di San Martino a Mendrisio quale riferimento per l abrogazione del Piano di protezione delle acque sotterranee.
Se l uso potabile dovesse cessare, la Commissione invita a valutare la tutela del comparto tramite il Piano regolatore, per evitare sia una demolizione irreversibile sia la concessione di impieghi alternativi senza adeguate verifiche. Eventuali usi irrigui o industriali richiederebbero infatti approfondimenti specifici sui rischi di dispersione degli inquinanti nel suolo.
L atto politico, firmato dai nove membri della Commissione (Claudio Schneeberger, Amedeo Mapelli, Renato Banditelli, Daniele Godenzi, Davide Rampoldi, Andrea Mini, Kavashar Ratnam, Patrizia Baumgartner e Patricia Wasser), articola le richieste al Municipio in sei punti chiave: dalla strategia temporale e l esito delle consultazioni cantonali, ai costi di mantenimento come riserva di emergenza, fino al monitoraggio futuro dei microinquinanti e alla fattibilità di valorizzazioni energetiche o alternative.
Source: tio.ch / Commissione della Gestione di Chiasso (secondaria) ↗