Svizzera · Economia · Pubblicato il 11 septembre
F-35A, lo scandalo sul prezzo fisso spacca il Parlamento svizzero
Il rapporto della Commissione della gestione rivela che l assenza di un prezzo fisso per i caccia F-35A crea forte tensione politica a Berna, ma nell immediato non ci saranno conseguenze giuridiche.

BERNA - Il rapporto della Commissione della gestione del Consiglio nazionale sull assenza di un prezzo fisso per l acquisto dei caccia F-35A ha sollevato accese polemiche in Parlamento, ma nell immediato la situazione non vedrà stravolgimenti. L ex consigliera federale e responsabile della difesa Viola Amherd ha fatto sapere che non rilascerà ulteriori dichiarazioni oltre a quanto già espresso in precedenza.
Sul piano politico, il centro-destra rifiuta la proposta dei Verdi di istituire una Commissione parlamentare d inchiesta (CPI). La consigliera nazionale Clarence Chollet (Verdi/NE) ha definito l impatto sull immagine della Svizzera «catastrofico», mentre il capogruppo UDC Thomas Aeschi ha sottolineato la necessità di chiarire le responsabilità nella gestione del dossier e il ruolo dello studio legale coinvolto.
Sotto il profilo legale, secondo Andreas Stöckli, professore di diritto costituzionale all Università di Friburgo, è difficile che vi siano conseguenze penali o patrimoniali dirette per i dipendenti dell amministrazione o per i legali. Per configurare una responsabilità patrimoniale occorrerebbe infatti dimostrare l illeceità dell atto, l intenzione o la grave negligenza, con procedimenti distinti. Anche Vincent Martenet, docente all Università di Losanna, ricorda che i membri del Consiglio federale godono di immunità assoluta per le dichiarazioni rese davanti alle Camere.

Nel frattempo, la sinistra si prepara a dare battaglia sul fronte finanziario: il PS intende opporsi alla richiesta di credito supplementare di quasi 400 milioni di franchi per i 30 caccia americani, un acquisto dal valore complessivo di oltre 6 miliardi di franchi.