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11 septembre

Formazione e lavoro in Ticino, Cotti e Capoferri interrogano il Consiglio di Stato

I deputati del Centro Giuseppe Cotti e Giovanni Capoferri sollecitano l'esecutivo sulle dinamiche occupazionali dei giovani dopo gli studi e sull'impatto dell'intelligenza artificiale.

Cristian Bianchi, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

I deputati del Centro in Gran Consiglio Giuseppe Cotti e Giovanni Capoferri hanno depositato un atto parlamentare per sollecitare il Consiglio di Stato sulle sfide formative e occupazionali nel Cantone. Al centro dell'atto vi sono le difficolta' riscontrate nell'inserimento professionale delle nuove generazioni al termine del percorso scolastico, in un contesto cantonale caratterizzato da rapidi mutamenti del mercato.

Come riferisce laRegione, la situazione attuale evidenzia un quadro articolato: da una parte aumenta la disoccupazione tra coloro che hanno conseguito un diploma universitario, mentre dall'altra molteplici settori dell'economia faticano a reperire personale qualificato. A questo scenario si affianca inoltre l'evoluzione tecnologica guidata dalla variabile dell'«Intelligenza artificiale».

Nell'atto parlamentare indirizzato all'esecutivo cantonale, i due rappresentanti chiedono «quale formazione» risulti oggi maggiormente adeguata alle esigenze del territorio. Tra le questioni aperte viene sollevata esplicitamente la riflessione sul peso dei diversi percorsi educativi, ponendo al governo il quesito: «In Ticino è in corso un fenomeno di eccessiva licealizzazione?».

I firmatari chiedono al Consiglio di Stato quali indirizzi intenda promuovere per sostenere l'orientamento dei giovani e favorire un migliore raccordo tra la preparazione scolastica e gli sbocchi professionali. La presa di posizione dell'esecutivo cantonale e' attesa nelle prossime settimane conformemente alle consuete tempistiche parlamentari.

Source: laRegione (Ticino) (secondaria)

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