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Ticino · Economia · Pubblicato il 16 septembre

La RSI prevede di ridurre fino a 12 posti a tempo pieno nel 2027

La riduzione dell’organico rientra nel piano di risparmi da 3,4 milioni di franchi legato al progetto Enavant della SSR per la Svizzera italiana.

Foto d'archivio (2011) degli studi RSI di Comano.
Foto d'archivio (2011) degli studi RSI di Comano. · Sonaglio / Wikimedia Commons, CC BY-SA 3.0

Saranno tra gli 8 e i 12 i posti a tempo pieno che la RSI prevede di ridurre nel 2027. È questo uno degli effetti più concreti sul personale del piano di trasformazione e risparmio Enavant SRG SSR, illustrato questa mattina ai collaboratori dal direttore della RSI Mario Timbal.

La riduzione dell’organico si inserisce in un pacchetto di misure che per la Svizzera italiana vale complessivamente 3,4 milioni di franchi di risparmi nel 2027. La RSI precisa tuttavia che la quasi totalità della diminuzione dei posti di lavoro dovrebbe essere raggiunta attraverso fluttuazioni naturali e prepensionamenti. Per gli eventuali casi rimanenti sarà applicato il piano sociale della SSR.

Infografica: La RSI prevede di ridurre fino a 12 posti a tempo pieno nel 2027
Infografica ti-web.ch

Il progetto Enavant nasce dalla necessità della SSR di ridurre progressivamente i propri costi di circa 270 milioni di franchi entro il 2029, anche in seguito alla decisione del Consiglio federale di diminuire gradualmente il canone radiotelevisivo. Già nel 2027 l’azienda dovra realizzare risparmi per circa 80 milioni.

Alla RSI, gli interventi riguarderanno soprattutto strutture, processi e modalità produttive, con l’obiettivo di preservare l’offerta al pubblico. Nell’Informazione si prevede un maggiore ricorso a contenuti e servizi prodotti dalle altre unità linguistiche della SSR, oltre a un’ottimizzazione delle modalità produttive mediante la nuova regia dello Studio 1 e lo Studio R4 per la Visual Radio.

Anche Cultura, Società e Scienze e Intrattenimento saranno interessati da una maggiore collaborazione con SRF e RTS, sinergie tra TV e digitale e la revisione di alcune produzioni, oltre a una riduzione del contributo alle orchestre della Svizzera italiana.

«Siamo chiamati a compiere scelte difficili, ma necessarie per garantire alla RSI la capacità di affrontare il futuro», ha dichiarato il direttore Mario Timbal. «La nostra priorità è tutelare il più possibile l’offerta e continuare a garantire al pubblico un servizio di qualità, intervenendo innanzitutto sulle strutture, sui processi e sulle modalità di produzione».

Source: RSI / Ticinonline (secondaria)

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