Svizzera · Economia · Pubblicato il 22 septembre
Lex Koller: il Consiglio nazionale vota per inasprire la vendita di immobili agli stranieri
La Camera del Popolo approva la mozione Aeschi con 123 voti a 54 per frenare l'acquisto di case da parte di residenti all'estero, mentre il Governo prepara la propria riforma.

BERNA - Il dibattito sulla scarsità di alloggi e sull'aumento dei prezzi immobiliari in Svizzera torna a scaldare la politica federale. Il Consiglio nazionale ha approvato martedì, con 123 voti favorevoli e 54 contrari, una mozione presentata dal capogruppo UDC Thomas Aeschi che chiede di inasprire la cosiddetta Lex Koller. L'iniziativa mira a limitare nuovamente l'acquisto di terreni e immobili da parte di persone residenti all'estero, annullando le liberalizzazioni introdotte a partire dal 1985.
Durante la discussione in aula, anche il consigliere federale Beat Jans ha espresso sintonia con le preoccupazioni di fondo, confermando l'intenzione del Governo di intervenire. Il Dipartimento federale di giustizia e polizia intende presentare entro l'inizio del prossimo anno il messaggio relativo a una revisione della legge. La proposta del Consiglio federale prevede di introdurre l'obbligo di autorizzazione per i cittadini di Paesi terzi (extra UE ed EFTA) che intendono acquistare una dimora principale in Svizzera.

Il piano governativo intende inoltre porre un freno alle speculazioni finanziarie sulle proprietà commerciali, vietandone l'acquisto a scopo di investimento da parte di residenti all'estero che intendano darle in locazione. Ulteriori restrizioni riguarderanno gli investimenti esteri in società e fondi immobiliari. Si prevede anche un dimezzamento dei contingenti annui di autorizzazioni per le case di vacanza, che passerebbero da un massimo di 1'500 a 750 unità.
Nonostante l'opposizione espressa in aula da PLR, Centro e Verdi Liberali, la convergenza tra UDC, PS e Verdi ha consentito il via libera alla mozione alla Camera del Popolo. Il dossier passa ora al vaglio del Consiglio degli Stati, dove le forze contrarie dispongono della maggioranza. Dal canto suo, la consigliera nazionale socialista Jacqueline Badran ha già preannunciato l'intenzione di lanciare un'iniziativa popolare qualora il Parlamento dovesse frenare sull'inasprivamento delle norme.