Ticino · Pubblicato il 16 octobre
Lugano prepara il PAL6: più coinvolgimento e priorità al trasporto pubblico
Già avviato uno studio con Cantone e Commissione regionale dei trasporti; per il PAL5 manca ancora la decisione federale finale.

Lugano vuole partecipare più da vicino alla progettazione del PAL6, il prossimo Programma d'agglomerato del Luganese. Nella risposta del 16 ottobre 2026 all'interrogazione promossa da Petra Schnellmann e cofirmatari, il Municipio riferisce che è già in corso uno studio preparatorio con il Cantone e la Commissione regionale dei trasporti del Luganese, nel quale la Città ha un ruolo attivo.
Per l'Esecutivo la priorità è sviluppare il trasporto pubblico attraverso la rete tram-treno del Luganese e Agglobus nel Pian Scairolo. L'obiettivo indicato è collegare meglio il Pian Scairolo, il quartiere NQC, il centro storico e la stazione FFS.
In parallelo dovranno essere studiate misure per contenere il trasporto individuale motorizzato e favorire la mobilità lenta, anche nell'orizzonte 2035-2045. Per il PAL6 il Municipio intende proporre interventi con un rapporto fra costi e benefici solido, così da poter concorrere al finanziamento federale, e chiedere al Cantone una valutazione analoga per le grandi opere.
La risposta fa anche il punto sul PAL5: le misure di categoria A hanno un costo complessivo di 66.4 milioni di franchi. Di questi, 41.8 milioni riguardano la mobilità lenta e 24.6 milioni il trasporto pubblico, con interventi su nodi intermodali, stazioni, fermate e velocizzazione dei collegamenti. Sono i costi delle misure presentate, non contributi federali già accordati.

Il Municipio precisa infatti di non disporre ancora della valutazione definitiva sul PAL5 e segnala una fase di colloquio tecnico fra Confederazione e Cantone/CRTL. In assenza del documento finale e delle sue motivazioni, non si pronuncia sulle conseguenze finanziarie e realizzative per Lugano. La convenzione di finanziamento seguirà la decisione finale della Confederazione.
Source: Città di Lugano — risposta all’interrogazione 1618 del 16 ottobre 2026 ↗