Economia · Svizzera · Pubblicato il 20 septembre
Migros valuta una svolta storica: sul tavolo la fusione delle ten cooperative
Il gigante arancione starebbe studiando il superamento dell'assetto regionale introdotto nel 1941 dal fondatore Gottlieb Duttweiler, con l'ipotesi di passare a tre sole cooperative o a una struttura unica nazionale.

ZURIGO - Migros starebbe valutando una profonda ristrutturazione della propria architettura organizzativa. Le dieci cooperative regionali che compongono lo storico ossatura del gigante arancione potrebbero essere fuse o sostituite da un'unica cooperativa nazionale, secondo quanto riportato dal domenicale NZZ am Sonntag. Al momento, tuttavia, dall'azienda non è giunta alcuna decisione definitiva.
L'attuale modello decentralizzato risale al 1941, quando il fondatore Gottlieb Duttweiler scelse di strutturare il gruppo puntando su regioni autonome forti e su una centrale con poteri limitati. Negli anni, tuttavia, la presenza di strutture parallele nelle diverse aree geografiche ha generato doppioni operativi e un rallentamento nei processi decisionali.
Secondo le indiscrezioni, le varianti allo studio sarebbero principalmente due: la prima prevede la riduzione delle dieci cooperative regionali a tre sole entità macro-regionali (rispettivamente per la Svizzera occidentale, centrale e orientale); la seconda opzione consisterebbe invece nell'istituzione di un'unica cooperativa svizzera. Quest'ultima soluzione sarebbe caldeggiata dall'amministratore delegato di Migros, Mario Irminger.

Interpellata sull'argomento, Migros non ha smentito le analisi in corso, facendo riferimento alla propria linea strategica Vision 2035, concepita per semplificare l'organizzazione e incrementare l'efficienza complessiva al fine di preservare la competitività nel lungo periodo.
Un'eventuale riorganizzazione di questa portata si preannuncia tuttavia complessa sotto il profilo statutario: la cancellazione o la fusione delle cooperative richiede infatti l'approvazione mediante referendum con una maggioranza dei due terzi. Circa 2,3 milioni di soci cooperatori potrebbero quindi essere chiamati ad esprimersi, a meno che non vengano individuate procedure di riforma differenti.
Un'integrazione delle strutture regionali potrebbe avere ripercussioni anche sul piano occupazionale, determinando un ridimensionamento dei posti di lavoro legati ai doppi ruoli. Per la storia del commercio al dettaglio svizzero si tratterebbe di un passaggio d'epoca, toccando un assetto rimasto sostanzialmente invariato per oltre 80 anni.