Sport · Svizzera · Pubblicato il 25 septembre
Sci alpino, la strategia di Swiss-Ski: giovani talenti inviati in America e Asia per crescere
Di fronte alla fortissima concorrenza interna e alle barriere della Coppa d'Europa, la federazione elvetica spedisce gli atleti del Quadro C oltreoceano per conquistare punti decisivi.

Il grande successo e la profondità della squadra svizzera di sci alpino ai massimi livelli portano con sé una sfida complessa per le nuove leve. Con un limite massimo di 8 atleti per nazione in Coppa del Mondo e una concorrenza serratissima nei quadri nazionali — che contano attualmente ben 104 atleti —, per i giovani sciatore emergere sta diventando un percorso in salita. Nelle gare di Coppa d'Europa disputate in Svizzera il quota-Paese raddoppia, ma i pettorali elevati e il rapido deterioramento delle piste rendono quasi impossibile la qualificazione alla seconda manche.
Per superare questo ostacolo, Swiss-Ski ha deciso di adottare una strategia innovativa: trasformare una parte dei propri talenti del Quadro C in veri e propri globe-trotter. Come spiegato da Hans Flatscher, responsabile dello sci alpino della federazione, gli atleti vengono suddivisi in due gruppi e inviati a gareggiare in North America Cup e Far East Cup (in Asia), spesso in combinazione con campi d'allenamento estivi o autunnali.
L'esempio più significativo è quello del valaisano Giuliano Fux (21 anni), campione del mondo juniores di slalom. Dopo non essere riuscito a completare la prima manche nelle sue sei apparizioni in Coppa d'Europa con pettorali compresi tra 64 e 72, Fux ha ottenuto punti fondamentali per il proprio ranking disputando 4 gare di South America Cup e 8 di Far East Cup, rilanciando così le proprie prospettive di carriera.
Le recenti modifiche ai regolamenti FIS introducono ulteriori sfide, poiché svalutano il punteggio ottenuto nelle gare FIS europee rispetto ai circuiti continentali americano e asiatico. Swiss-Ski sta quindi sostenendo finanziariamente questi lunghi trasferimenti attraverso un apposito progetto di sostegno legato ai Mondiali di casa, evitando che le opportunità per i giovani dipendano dalle disponibilità economiche personali. Contemporaneamente, la federazione fa pressione sulla FIS affinché venga restituito il giusto valore alle gare FIS e rafforzata la Coppa d'Europa.