Ticino · Svizzera · Pubblicato il 23 septembre
Stato civile, la mozione per eliminare la dicitura «divorziato» divide la politica
La proposta della consigliera nazionale Nadine Gobet chiede di cancellare il termine dai formulari ufficiali. Il Consiglio federale raccomanda l'accoglimento, ma in Ticino le opinioni sono contrastanti.

LUGANO / BERNA - La proposta di eliminare la dicitura «divorziato» o «divorziata» dai formulari e dai documenti amministrativi di uso comune è giunta sul tavolo della politica federale. La mozione 26.4015, presentata dalla consigliera nazionale del Partito Liberale Radicale (PLR) Nadine Gobet il 19 giugno 2026, chiede che il divorzio non venga perpetuato come uno stato civile pubblico sui moduli ordinari, venendo assimilato alla condizione di persona non coniugata. L'informazione rimarrebbe comunque registrata nei registri dello stato civile per le esigenze legali e di previdenza sociale. Il Consiglio federale ha espresso parere favorevole all'iniziativa.
Secondo la promotrice, l'indicazione del divorzio su documenti amministrativi di uso quotidiano costituisce un dettaglio della vita privata che non dovrebbe essere mantenuto per decenni. La discussione ha tuttavia aperto un dibattito tra gli esponenti della politica ticinese interpellati da Ticinonline sul peso e sulla priorità da attribuire a questo intervento burocratico.
Sul fronte dei contrari all'opportunità politica dell'atto, Matteo Pronzini (MPS) ha espresso forte scetticismo, definendo la proposta una questione secondaria rispetto ai problemi economici della popolazione: «Abbiamo persone che non riescono ad arrivare alla fine del mese, a pagare la cassa malati. L'etichetta "divorziato" credo sia l'ultimo dei loro problemi». Sulla stessa linea Daniele Piccaluga (Lega dei Ticinesi), che ritiene l'intervento slegato dalle vere urgenze: «Per me le priorità sono ben altre, come la cassa malati e la salvaguardia del ceto medio. Chi fa fatica ad arrivare alla fine del mese non cambia la propria situazione se su un documento c'è scritto "divorziato" o "sposato"».
Di diverso avviso Piero Marchesi (UDC), che si è detto aperto al confronto: «Certamente non è il tema prioritario per la Svizzera, ma è sicuramente una questione su cui si può ragionare. Capisco le ragioni che possono aver spinto a promuovere questa mozione». Netto sostegno giunge invece da Amalia Mirante (Avanti con Ticino&Lavoro), favorevole all'adeguamento delle prassi amministrative: «Sono assolutamente favorevole a questa proposta, che mi sembra in linea con i tempi che viviamo e con l'evoluzione di alcune prassi e atti amministrativi. Credo semplicemente che si tratti di una questione privata che non debba avere rilevanza pubblica».
Source: Consiglio federale / Parlamento federale ↗ · Ticinonline (tio.ch) (secondaria) ↗