Svizzera · Ticino · Pubblicato il 22 septembre
Violenza giovanile, Quadri: «I Comuni possono vietare il porto di coltelli?»
Il consigliere nazionale Lorenzo Quadri ha presentato un postulato per verificare la possibilità di introdurre divieti territoriali del porto di coltelli nei centri urbani.

BERNA - Il consigliere nazionale della Lega dei Ticinesi Lorenzo Quadri ha inoltrato un postulato al Consiglio federale incentrato sul tema della violenza giovanile. L'atto parlamentare chiede al Governo di chiarire se i Comuni possano vietare il porto di coltelli e altri oggetti potenzialmente pericolosi all'interno di determinate aree sensibili, come i centri cittadini e i luoghi della vita notturna.
L'iniziativa intende verificare se la legislazione vigente consenta l'introduzione di divieti territoriali preventivi e a tempo indeterminato anche per coltelli e strumenti il cui porto non sia già esplicitamente proibito dalla Legge federale sulle armi (LArm). Le restrizioni ipotizzate si applicherebbero in particolare nelle ore serali e notturne, indipendentemente dalla presenza di specifici eventi o manifestazioni.
Nel testo dell'interpellanza, Quadri sollecita l'Esecutivo federale a fare chiarezza sulle competenze attualmente attribuite ai Cantoni e ai Comuni, chiedendo in particolare in quale misura l'articolo 28a della LArm lasci margine per l'adozione di divieti locali più restrittivi. Il rapporto richiesto dovrà esaminare anche le basi legali, i limiti costituzionali e le concrete modalità di controllo e sanzione.

Alla base della proposta vi è la crescente preoccupazione per la diffusione tra i giovani di coltelli o altri oggetti atti ad offendere negli spazi pubblici. L'atto parlamentare invita infine il Consiglio federale a valutare eventuali modifiche legislative necessarie per garantire simili divieti e a prendere in considerazione le esperienze già maturate in Svizzera e all'estero.