Ticino · Economia · Pubblicato il 15 settembre
Appalti pubblici a Lugano, nuova interpellanza: «Ancora irregolarità sugli incarichi diretti»
I consiglieri comunali Demis Fumasoli e Angelo Petralli interrogano il Municipio su nuovi presunti casi di mancato rispetto della LCPubb, segnalati dall'associazione di categoria suissetec.

LUGANO - A distanza di un anno dalle prime contestazioni sulle aggiudicazioni a incarico diretto, la gestione delle commesse pubbliche torna al centro del dibattito politico a Lugano. I consiglieri comunali Demis Fumasoli (la Sinistra – ForumAlternativo) e Angelo Petralli (il Centro) hanno inoltrato una nuova interpellanza al Municipio intitolata «Legge sulle Commesse Pubbliche, ce la facciamo...?», ipotizzando il ripetersi di irregolarità nell'assegnazione dei mandati.
Al centro delle nuove critiche vi è una segnalazione trasmessa all'Esecutivo da suissetec Ticino e Moesano, l'associazione di categoria della tecnica della costruzione. Dopo aver esaminato le delibere a incarico diretto effettuate nel corso del 2025 nel proprio settore, l'associazione padronale ha rilevato che alcune ditte aggiudicatarie non avrebbero allegato la dichiarazione attestante il rispetto del Contratto collettivo di lavoro (CCL) di settore.

Come evidenziato da suissetec e ripreso nell'atto di interpellanza, la Legge sulle commesse pubbliche (LCPubb) richiede il rispetto anche dei contratti collettivi regionali o cantonali non dichiarati di obbligatorietà generale, previa attestazione della Commissione paritetica cantonale competente. L'associazione padronale ha espresso forte insofferenza per il fatto che, dopo le delibere contestate nel 2024 e regolarizzate solo a posteriori, si siano verificate nuove presunte inosservanze nel 2025.
Attraverso cinque quesiti circostanziati, i due consiglieri comunali chiedono al Municipio se siano stati deliberati mandati a ditte già segnalate come non idonee, quali procedure interne siano previste per verificare il rispetto dei CCL cantonali e se si intendano adottare provvedimenti disciplinari o verifiche di responsabilità qualora venisse accertata una superficialità reiterata da parte dei funzionari preposti ai controlli.