Economia · Svizzera · Pubblicato il 22 ottobre
BNS, sui cambi non serve più una disponibilità elevata
La sintesi pubblicata il 22 ottobre chiarisce la scelta di settembre: interventi ancora possibili se necessari, con attenzione ai rincari energetici.

La Banca nazionale svizzera non ritiene più necessaria una disponibilità elevata a intervenire sul mercato dei cambi. Lo spiega nella sintesi delle discussioni di settembre, pubblicata il 22 ottobre 2026: resta comunque pronta ad agire se le condizioni monetarie lo richiedono.
Al centro della valutazione c’è il rincaro dell’energia. Secondo la Direzione generale, la pressione inflazionistica a medio termine è cresciuta soltanto in misura contenuta. Non si osservavano ancora effetti di secondo impatto, cioè una propagazione dei maggiori costi energetici al resto dei prezzi; un petrolio caro più a lungo aumenterebbe però questo rischio.
La sintesi ricostruisce la decisione comunicata il 24 settembre 2026, quando il tasso guida era stato confermato allo 0%. Nel quadro esaminato dalla BNS, in agosto l’inflazione si attestava allo 0,8%, mentre quella di fondo misurata dalla banca centrale era pari allo 0,6%. Sono i dati discussi nell’esame di settembre.

Il comunicato di quella decisione indicava una previsione condizionata di inflazione media dello 0,7% nel 2026 e dello 0,8% nel 2027 e nel 2028. Le stime presuppongono un tasso guida invariato allo 0% per l’intero orizzonte previsivo e un rallentamento del rincaro energetico nei prossimi trimestri.
Nelle discussioni figura anche l’intelligenza artificiale. Un eventuale aumento della disoccupazione strutturale legato al suo impiego potrebbe indebolire i consumi, ma la BNS considera prematuro trarre conclusioni. Non è chiaro se la disoccupazione osservata nei servizi dipenda dall’IA o da altri fattori.
Fonte: Banca nazionale svizzera — sintesi delle discussioni di settembre ↗ · Banca nazionale svizzera — decisione del 24 settembre 2026 ↗