Svizzera · Economia · Pubblicato il 17 ottobre
Bulle, l’UDC dice no all’aumento dell’IVA per l’AVS
I delegati adottano la raccomandazione con 290 voti contro 3; sul finanziamento aggiuntivo della 13esima rendita si voterà il 29 novembre.

L’UDC raccomanda di respingere l’aumento dell’IVA destinato a finanziare una parte della 13esima rendita AVS. I delegati hanno deciso la linea di voto sabato 17 ottobre a Bulle, nel Canton Friburgo: secondo il comunicato del partito, la raccomandazione di no è passata con 290 voti contro 3.
Per l’UDC, la Confederazione dovrebbe cercare risparmi anziché introdurre nuove imposte. Nel resoconto dell’assemblea, il consigliere nazionale friburghese Nicolas Kolly sostiene questa priorità. La campagna del partito contesta inoltre l’effetto dell’aumento sui prezzi e sul potere d’acquisto di famiglie, lavoratori e pensionati.

La proposta sarà sottoposta al voto popolare il 29 novembre 2026. Come spiega il Dipartimento federale dell’interno, l’aliquota ordinaria passerebbe dall’8,1 all’8,5 per cento. L’aliquota ridotta del 2,6 per cento, applicata fra l’altro ad alimenti e medicamenti, resterebbe invariata.
Il Consiglio federale e il Parlamento raccomandano invece il sì. Nella nota del 5 ottobre, il Governo presenta l’aumento come un modo per proteggere le riserve dell’AVS, facendo contribuire al finanziamento sia le persone attive sia i pensionati. Secondo le stime federali, la misura porterebbe entrate supplementari di circa 1,5 miliardi di franchi l’anno, riducendo i disavanzi senza eliminarli.
Alle urne si deciderà sul finanziamento aggiuntivo. La prima 13esima rendita AVS sarà versata nel dicembre 2026, secondo il calendario ricordato dalla Confederazione. L’aumento dell’IVA, se approvato, potrebbe entrare in vigore all’inizio del 2028.
Fonte: UDC Svizzera — comunicato dell’assemblea di Bulle del 17 ottobre 2026 ↗ · UDC Svizzera — campagna sul finanziamento AVS ↗ · Dipartimento federale dell’interno — nota del 5 ottobre 2026 ↗