Economia · Svizzera · Pubblicato il 29 settembre
Caso Signa, la FINMA conclude il procedimento su Julius Bär
L'Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari ha chiuso l'indagine sull'istituto zurighese, riscontrando gravi lacune ma prendendo atto delle misure correttive adottate.

ZURIGO - Dal punto di vista normativo, Julius Bär può chiudere definitivamente la vicenda legata al fallimento del gruppo immobiliare Signa. L'Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari (FINMA) ha infatti concluso il suo procedimento di enforcement nei confronti della banca private zurighese.
Nel suo comunicato, la FINMA ha criticato la gestione dell'istituto, riscontrando una grave violazione delle disposizioni in materia di vigilanza. Le carenze hanno riguardato in particolare l'adeguata gestione dei rischi e l'adempimento degli obblighi di legge nell'ambito della lotta al riciclaggio di denaro. L'autorità ha tuttavia preso atto che la banca ha già attuato gran parte delle misure d'urgenza ordinate.
Nel corso del 2025, su indicazione della FINMA, Julius Bär ha ridefinito la propria propensione al rischio, interrompendo i rapporti con diversi clienti e abbandonando le attività nel settore dei prestiti aziendali privati (private debt). Contestualmente, sono stati effettuati profondi cambiamenti al vertice del Consiglio di amministrazione e della direzione.
Il procedimento era stato avviato a seguito della svalutazione di crediti per oltre 600 milioni di franchi registrata da Julius Bär nel 2024 per prestiti concessi al gruppo Signa dell'investitore austriaco René Benko, a cui si aggiungono verifiche sui rapporti d'affari con persone politicamente esposte (PEP) di nazionalità russa.

Fino al 2032 la banca dovrà continuare a presentare alla FINMA rapporti periodici sulla propria cultura del rischio, mentre il divieto di acquisire nuovi clienti PEP verrà revocato gradualmente. L'autorità ha inoltre stabilito che Julius Bär dovrà mantenere un requisito di capitale aggiuntivo CET1 pari a 250 milioni di franchi e ha disposto la confisca di circa 10 milioni di franchi di utili realizzati in relazione ai clienti oggetto d'indagine.
Julius Bär ha dichiarato di prendere atto della decisione e di riconoscerne le conclusioni, evidenziando che i fatti si riferiscono alla precedente gestione. Con la conclusione della vicenda, la banca prosegue il proprio piano strategico 2026-2028 e ha inoltrato alla FINMA la richiesta per l'avvio di un programma di riacquisto di azioni proprie.