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Ticino · Svizzera · Pubblicato il 23 settembre

Caso Zali: il Consiglio della Magistratura scagiona il Procuratore generale Andrea Pagani

Nessun procedimento disciplinare né sanzione nei confronti del magistrato per la gestione della segnalazione del 2021: la condotta è risultata adeguata e conforme alle informazioni disponibili all epoca.

La sede del Tribunale a Bellinzona. Il Consiglio della Magistratura ha scagionato il Procuratore generale Andrea Pagani.
La sede del Tribunale a Bellinzona. Il Consiglio della Magistratura ha scagionato il Procuratore generale Andrea Pagani. · NAC / CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

BELLINZONA - Il Consiglio della Magistratura del Canton Ticino ha stabilito che non sussistono elementi per aprire un procedimento disciplinare né per adottare sanzioni nei confronti del Procuratore generale Andrea Pagani. La decisione, emessa il 21 settembre 2026 e notificata il 22 settembre, fa seguito alla segnalazione inviata il 27 agosto 2026 dalla Sottocommissione Vigilanza del Gran Consiglio riguardo alla gestione di una querela del 2021 che coinvolgeva un Consigliere di Stato.

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Nel valutare l operato del Procuratore generale, l organo di vigilanza ha precisato di aver considerato esclusivamente gli elementi noti o conoscibili al magistrato al momento dei fatti, ossia cinque anni fa. Dall istruttoria non è emerso alcun elemento oggettivo di complicità o sudditanza, ed è stato accertato che la condotta di Pagani è risultata adeguata e professionale.

In relazione al decreto di non luogo a procedere emesso il 4 novembre 2021 per le ipotesi di lesioni semplici e minacce, il Consiglio ha evidenziato che la decisione rientrava nel margine di apprezzamento del magistrato. L istruttoria ha chiarito che il secondo interrogatorio della denunciante non si era potuto concludere e che, prima del ritiro della querela, il magistrato si era rivolto ai medici curanti per accertare la capacità di intendere della donna, ricevendo conferma dagli stessi.

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L analisi si è estesa anche alle altre ipotesi di reato menzionate nella segnalazione anonima. Il Consiglio ha concluso che le informazioni disponibili non raggiungevano la soglia dei sufficienti indizi richiesta dall articolo 309 del Codice di procedura penale e che gli sviluppi successivi non possono mutare retroattivamente la valutazione retroattiva delle decisioni del 2021.

Pur escludendo qualsiasi violazione disciplinare, il Consiglio della Magistratura ha invitato il Ministero pubblico a valutare per il futuro due accorgimenti procedurali: la formalizzazione del principio del doppio o triplo controllo per i casi complessi e la possibilità di raccogliere brevi informazioni a tutela delle vittime in procedimenti non sfociati in un accusa formale.

Fonte: Consiglio della Magistratura (via tio.ch)