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Ticino · Pubblicato il 11 settembre

Caso Zali: il Consiglio della Magistratura valuterà l'operato del Procuratore generale Pagani

La sottocommissione Giustizia del Gran Consiglio ha inoltrato una segnalazione riferita a un incarto del 2021 relativo a Claudio Zali. Il PG Andrea Pagani precisa di non avere nulla da rimproverarsi.

Il Palazzo delle Orsoline a Bellinzona, sede del Governo e del Parlamento ticinese (foto d'archivio).
Il Palazzo delle Orsoline a Bellinzona, sede del Governo e del Parlamento ticinese (foto d'archivio). · Aliman5040 / Wikimedia Commons, Public Domain

Il Consiglio della Magistratura del Canton Ticino valuterà l'operato del Procuratore generale Andrea Pagani in relazione a una segnalazione risalente al 2021 che coinvolge il consigliere di Stato Claudio Zali.

La richiesta di approfondimento è giunta dalla sottocommissione Giustizia del Gran Consiglio ticinese. Il presidente del Consiglio della Magistratura, Damiano Stefani, ha confermato che l'organo di vigilanza si è subito chinato sul dossier per svolgere gli accertamenti del caso.

Al centro della segnalazione vi è la gestione dell'incarto aperta nel 2021 a seguito di un'intercettazione telefonica emersa nell'ambito di un'altra inchiesta. Nel colloquio registrato si faceva riferimento a presunti comportamenti inappropriati imputati a Zali.

Il Procuratore generale Andrea Pagani ha dichiarato di non avere nulla da rimproverarsi, spiegando che all'epoca non emersero indizi sufficienti per ipotizzare reati o per aprire un procedimento penale formale nei confronti del magistrato o del consigliere di Stato.

La valutazione del Consiglio della Magistratura farà chiarezza sulle procedure seguite e sulla correttezza dell'agire del Ministero pubblico ticinese in quella circostanza.

Fonte: laRegione (secondaria)