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Svizzera · Economia · Pubblicato il 28 settembre

Centrali elettriche di riserva, il Nazionale approva 131,3 milioni

Il Consiglio nazionale ha approvato un credito di 131,3 milioni di franchi per pianificare le future centrali elettriche di riserva e finanziare l'impianto di Monthey.

La centrale elettrica del Piottino a Nivo (foto d'archivio).
La centrale elettrica del Piottino a Nivo (foto d'archivio). · Nicolas Augsburger Rossi / Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0

BERNA - Il Consiglio nazionale ha approvato con 118 voti contro 74 un credito di 131,3 milioni di franchi destinato alle future centrali elettriche di riserva della Svizzera. La decisione punta a rafforzare la sicurezza dell'approvvigionamento energetico del Paese durante i mesi invernali, riducendo il rischio di penurie elettriche nel medio e lungo termine.

Della somma complessiva sbloccata dal Parlamento, 100 milioni saranno impiegati per le attività preliminari e la pianificazione delle nuove infrastrutture energetiche. I restanti 31,3 milioni serviranno a finanziare la centrale elettrica di riserva di Monthey, nel Canton Valese, stabilimento che fungerà da soluzione transitoria fino al 2030.

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Infografica ti-web.ch

L'intervento legislativo risponde alle raccomandazioni formulate dalla Commissione federale dell'energia elettrica (ElCom), che suggerisce di garantire una capacità di riserva permanente di almeno 500 MW a partire dal 2030, in aggiunta al bacino di riserva idroelettrica. Poiché la costruzione e l'adeguamento di tali centrali richiedono una tempistica pluriennale, la Camera del Popolo ha ritenuto prioritario avviare subito le fasi preparatorie.

Nel corso del dibattito parlamentare, il consigliere nazionale Nicolas Kolly (UDC/FR) ha evidenziato a nome della commissione la necessità strategica del provvedimento: «Una riserva di elettricità è assolutamente indispensabile». Kolly ha ricordato che, in presenza di una penuria diffusa anche nei Paesi limitrofi, la Svizzera non potrebbe fare affidamento sulle importazioni dall'estero, provocando potenziali danni economici nell'ordine di miliardi di franchi e ripercussioni sulla sicurezza sociale e ambientale.

Il progetto originale presentato dal Consiglio federale prevedeva una spesa ulteriore di 2,18 miliardi di franchi per realizzare quattro nuove centrali di riserva. La commissione del Nazionale ha tuttavia scelto di separare la decisione: il credito principale superiore ai due miliardi verrà affrontato soltanto l'anno prossimo, a seguito della pubblicazione del rapporto periodico di ElCom sull'approvvigionamento. Il dossier relativo al primo credito di 131,3 milioni passa ora all'esame del Consiglio degli Stati.

Fonte: Consiglio nazionale / ATS (secondaria) ↗