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Ticino · Economia · Pubblicato il 14 settembre

Filiera del latte ticinese: nasce l'Interprofessione per rilanciare il settore

Tutti gli attori del settore lattiero-caseario fanno squadra con il sostegno del CCAT e della Sezione dell'agricoltura per superare le difficoltà di mercato e valorizzare la produzione locale.

Mucche al pascolo in un alpeggio svizzero (foto d'archivio)
Mucche al pascolo in un alpeggio svizzero (foto d'archivio) · Hp.Baumeler / Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0

CADENAZZO - Avanzano i lavori per la costituzione formale dell’Interprofessione lattiero-casearia ticinese, una nuova piattaforma unitaria destinata a riunire produttori, trasformatori, grande distribuzione organizzata e ristoratori. L’iniziativa mira ad affrontare in modo coordinato le crescenti difficoltà del settore e a rilanciare il latte e i prodotti derivati del territorio. Il percorso di collaborazione è sostenuto dal Centro di Competenze Agroalimentari Ticino (CCAT) e dalla Sezione cantonale dell’agricoltura.

Come spiegato dal presidente del CCAT e segretario agricolo dell’Unione contadini ticinesi (UCT), Sem Genini, l'obiettivo è trovare soluzioni concrete a fronte dei complessi problemi di vendita dei prodotti locali e degli elevati costi di trasporto sostenuti dalle aziende ticinesi. In questo contesto, il CCAT e la Sezione dell’agricoltura stanno affiancando l'UCT, la Federazione ticinese produttori di latte (FTPL) e la Società Ticinese di Economia Alpestre (STEA) in un processo di dialogo e cooperazione trasversale lungo tutta la filiera agroalimentare.

Sul fronte istituzionale, il capo della Sezione dell’agricoltura, Daniele Fumagalli, ha sottolineato l'intenzione di affiancare ai consueti contributi e alle consulenze una collaborazione più diretta per creare nuove opportunità di trasformazione e commercializzazione. Da parte sua, il presidente della FTPL, Valerio Morosi, ha definito l’Interprofessione «un passo decisivo verso una maggiore collaborazione e una visione condivisa», indispensabile per accrescere la competitività dei prodotti ticinesi sia a livello cantonale sia oltre i confini del Ticino.

Il progetto vede coinvolti in modo attivo anche i settori della grande distribuzione e della ristorazione. Il direttore di Migros Ticino, Mattia Keller, ha rimarcato l'importanza di intensificare la sinergia tra produttori e vendita al dettaglio, mentre il direttore di GastroTicino, Gabriele Beltrami, ha indicato negli esercizi pubblici – pure attraverso l'iniziativa Ticino a Tavola – un canale strategico per promuovere le specialità nostrane e rafforzare la fidelizzazione dei consumatori.

Infografica: Filiera del latte ticinese: nasce l'Interprofessione per rilanciare il settore
Infografica ti-web.ch

In parallelo, le organizzazioni di settore (FTPL, UCT e STEA), con il coordinamento del CCAT, hanno commissionato un aggiornamento dello studio strategico sul futuro del comparto lattiero-caseario all'Associazione svizzera per lo sviluppo dell'agricoltura e dello spazio rurale (Agridea) e alla scuola universitaria HAFL di Zollikofen. La direttrice del CCAT, Sibilla Quadri, ha precisato che «lo studio, atteso per l’inizio del 2027, permetterà di individuare e sviluppare le necessarie misure per rafforzare il posizionamento dei prodotti sia in Ticino sia oltre i confini cantonali». Infine, il presidente della STEA, Alex Farinelli, ha evidenziato come Interprofessione e studio strategico costituiscano «due tasselli complementari di una strategia condivisa» per garantire uno sviluppo sostenibile e orientato al mercato.

Fonte: Centro di Competenze Agroalimentari Ticino (CCAT)