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10 settembre

Giubiasco, l'ex Linoleum si prepara a diventare un polo multifunzionale

Pubblicato il Piano di quartiere per il comparto Artecom, 22'000 metri quadrati oggi occupati da atelier e attività di servizio: la proprietaria Ecoreal prevede spazi per istruzione, sport, albergheria e terziario, con un concetto «zero auto».

Comet Photo AG (Zürich) / ETH-Bibliothek Zürich, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

A Giubiasco prende forma la trasformazione di un altro pezzo di passato industriale. Per il comparto Artecom — l'area dell'ex fabbrica Linoleum — è stato pubblicato il Piano di quartiere, primo passo di una riqualifica a lungo termine promossa dalla proprietaria, la Fondazione svizzera per gli investimenti immobiliari Ecoreal. Lo riferisce laRegione, che ha raccolto i dettagli del progetto; il piano è stato presentato al vicinato nei giorni scorsi.

Il comparto si estende su 22'000 metri quadrati e oggi ospita una scuola di danza, vari atelier e attività di servizio. «Il comparto presenta ancora potenziale, è ben collegato al trasporto pubblico e si trova in prossimità della golena», spiega Ecoreal, fondazione che gestisce un patrimonio di oltre due miliardi di franchi.

Il Piano di quartiere, elaborato con procedura di domanda di costruzione insieme a urbanisti e paesaggisti — tra cui vari studi ticinesi — definisce il quadro per lo sviluppo dell'area sulla base del Piano regolatore vigente. Il concetto prevede un mix di destinazioni d'uso: edifici per l'istruzione, lo sport, l'albergheria e i servizi terziari, presentati anche come un'opportunità per le aziende locali.

Infografica: Giubiasco, l'ex Linoleum si prepara a diventare un polo multifunzionale
Infografica ti-web.ch

Sul fronte della mobilità l'obiettivo dichiarato è «zero auto», con percorsi pedonali pubblici in sicurezza e un migliore accesso alla vicina stazione ferroviaria per i complessi residenziali limitrofi. Ecoreal si impegna a sviluppare il comparto in maniera graduale, secondo le esigenze reali della potenziale clientela, con un approccio che «punta anche a un approccio rispettoso delle strutture esistenti».

La fondazione ricorda infine che l'Istituto di previdenza del Cantone Ticino è da tempo tra i suoi investitori: il progetto, in questo senso, «contribuisce a garantire che i fondi previdenziali dei ticinesi vengano investiti anche a livello locale».

Fonte: laRegione (secondaria)

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