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Ticino · Svizzera · Pubblicato il 21 ottobre

Inchiesta sulla presunta «banca occulta»: un arresto in Ticino

Un manager sessantaduenne fermato a Lugano secondo laRegione; il Corriere del Ticino riporta la conferma federale delle perquisizioni e dell’arresto estradizionale.

Il Tribunale penale federale a Bellinzona, in una fotografia del 2013. Immagine d’archivio illustrativa: non documenta il procedimento né il luogo dell’arresto.
Il Tribunale penale federale a Bellinzona, in una fotografia del 2013. Immagine d’archivio illustrativa: non documenta il procedimento né il luogo dell’arresto. · Vale-B*Girl / Wikimedia Commons, CC BY-SA 3.0

Un uomo è stato arrestato in Ticino ai fini dell’estradizione nell’ambito dell’inchiesta milanese su una presunta «banca occulta» al servizio della criminalità organizzata. Secondo laRegione, che ne scrive oggi, si tratta di un manager sessantaduenne fermato a Lugano.

▶ Il servizio video di ti-web.ch

Il Corriere del Ticino riferisce di aver ricevuto dal Ministero pubblico della Confederazione la conferma delle perquisizioni domiciliari effettuate da fedpol nel cantone, su incarico dello stesso MPC, in esecuzione di una domanda di assistenza giudiziaria della Direzione distrettuale antimafia di Milano. Il quotidiano riporta anche che l’arresto è avvenuto su incarico dell’Ufficio federale di giustizia e in collaborazione con la Polizia cantonale.

Il comunicato ufficiale della Guardia di Finanza descrive un’ordinanza di misure cautelari riguardante 30 indagati: per 16 è prevista la custodia in carcere, per 14 gli arresti domiciliari. È stato inoltre emesso un decreto di sequestro preventivo d’urgenza per oltre 21 milioni di euro.

Infografica: Inchiesta sulla presunta «banca occulta»: un arresto in Ticino
Infografica ti-web.ch

Secondo la ricostruzione degli investigatori, una società di autonoleggio a Pero, nel Milanese, avrebbe fatto da copertura a un circuito di fatture false, restituzione di contanti e trasferimenti su conti esteri o in criptovalute. La Guardia di Finanza indica false fatturazioni per oltre 110 milioni di euro e trasferimenti verso l’estero per circa 68 milioni di euro.

L’indagine è coordinata dalla Procura di Milano e riguarda, fra le altre ipotesi, riciclaggio internazionale, frodi fiscali e associazione a delinquere aggravata dall’agevolazione e dal metodo mafioso. Il procedimento è nella fase delle indagini preliminari: le responsabilità restano da accertare e per gli indagati vale la presunzione di non colpevolezza.

Fonte: Guardia di Finanza — comunicato del 21 ottobre 2026 ↗ · Corriere del Ticino — Jenny Covelli, dichiarazioni del MPC (secondaria) ↗ · laRegione — Marco Marelli e Andrea Manna (secondaria) ↗