Svizzera · Ticino · Pubblicato il 27 settembre
Iniziativa sulla neutralità affossata col 71% di no: l'analisi di Farinelli e Chiesa
L'esito delle votazioni federali conferma la neutralità flessibile: in Svizzera prevale il no col 71%, mentre in Ticino il margine si chiude al 51.75%.

La popolazione svizzera ha respinto in modo netto l'iniziativa popolare sulla neutralità con il 71% di voti contrari. La consultazione ha confermato l'impostazione attuale definita dal quadro costituzionale, senza introdurre vincoli rigidi nella gestione della politica estera elvetica. Il margine più stretto si è registrato nel Canton Ticino, dove la percentuale dei no si è attestata al 51.75%.

Il consigliere nazionale Alex Farinelli (PLR) ha commentato l'esito evidenziando come l'elettorato abbia ritenuto idonea la neutralità flessibile operata dalle istituzioni. Farinelli ha osservato che la risposta delle urne è apparsa omogenea anche nella Svizzera centrale e ha rilevato che nemmeno la totalità della base elettorale dell'UDC ha sostenuto il testo proposto.
Da parte sua, il consigliere agli Stati Marco Chiesa (UDC) ha espresso rispetto per la decisione del corpo elettorale, sottolineando tuttavia la spiccata sensibilità del Ticino verso un concetto di neutralità integrale e perpetua. Secondo Chiesa, il voto ha di fatto consolidato la prassi del Consiglio federale basata su una neutralità valutata caso per caso.
Con la conclusione del turno di votazioni, l'attenzione del dibattito politico si sposta sui futuri accordi Bilaterali III con l'Unione europea, tema ritenuto centrale dai parlamentari per la tutela dell'indipendenza e dell'assetto normativo nazionale.