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Svizzera · Pubblicato il 21 settembre

La raccolta di firme a pagamento resta consentita in Svizzera

Il Consiglio degli Stati respinge le mozioni per vietare o rendere trasparenti le raccolte a pagamento per iniziative e referendum.

Il Palazzo federale a Berna, sede delle Camere federali
Il Palazzo federale a Berna, sede delle Camere federali · Axel Tschentscher / Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0

BERNA - La raccolta di firme a pagamento per i referendum e le iniziative popolari a livello federale continuerà a essere consentita. Durante la sessione di lunedì, il Consiglio degli Stati ha respinto senza controproposta la mozione del senatore Baptiste Hurni (PS/NE) che ne chiedeva il divieto federale, esprimendosi contro le restrizioni generali alla prassi attuale.

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La decisione risponde alle discussioni nate a seguito delle rivelazioni del settembre 2024, quando emersero irregolarità e pratiche scorrette da parte di agenzie commerciali di raccolta, in particolare nella Svizzera romanda. A seguito di quegli episodi, la Cancelleria federale aveva inoltrato diverse denunce penali per sospetta falsificazione di firme.

Nel respingere il divieto, la maggioranza del Consiglio degli Stati e il Consiglio federale hanno evidenziato che una messa al bando penalizzerebbe soprattutto i comitati della società civile e le organizzazioni con minori risorse umane o finanziarie. Inoltre, la Commissione delle istituzioni politiche ha osservato che un divieto risulterebbe facilmente eludibile e difficile da verificare sul campo.

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Infografica ti-web.ch

Parallelamente, la Camera dei Cantoni ha respinto anche una mozione di Carlo Sommaruga (PS/GE) che chiedeva l'obbligo di trasparenza sui finanziamenti e sulle società terze incaricate della raccolta. La Confederazione ha preferito puntare sulle misure e sui controlli già introdotti dalla Cancelleria federale, tra cui il codice di condotta che è stato ormai sottoscritto da 23 organizzazioni e il cui impatto ha consentito una forte riduzione delle firme false scoperte a partire dal terzo trimestre 2025.

Fonte: tio.ch / ats (secondaria)