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Ticino · Pubblicato il 16 ottobre

Lugano valuta un nuovo sondaggio sui reati non denunciati

Il Municipio incarica la Polizia di verificare fattibilità, costi e finanziamento di una seconda edizione di LOSAI: l’ultima rilevazione specifica risale al 2019.

Palazzo civico di Lugano in piazza della Riforma. Foto d’archivio del 20 febbraio 2026.
Palazzo civico di Lugano in piazza della Riforma. Foto d’archivio del 20 febbraio 2026. · JoachimKohler-HB, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Lugano valuta una nuova indagine per conoscere anche i reati che non arrivano all’attenzione della polizia. Il Municipio ha incaricato la Polizia cittadina di approfondire con i ricercatori dell’Università di Losanna la fattibilità di una seconda edizione del sondaggio LOSAI, inclusi costi e modalità di finanziamento. Lo comunica nella risposta del 16 ottobre 2026 all’interrogazione di Tamara Merlo (Più Donne) del 10 settembre 2026.

L’ultima rilevazione specifica resta LOSAI 2019. Secondo i risultati richiamati dal Municipio, nel 2018 risultava denunciato il 5,5% delle molestie sessuali, il 24,3% delle aggressioni fisiche avvenute in casa e il 26,7% di quelle in strada. Sono dati storici: descrivono quel periodo e non misurano la situazione attuale.

Infografica: Lugano valuta un nuovo sondaggio sui reati non denunciati
Infografica ti-web.ch

L’Esecutivo riconosce che le statistiche di polizia, limitate ai fatti denunciati o comunque conosciuti dalle autorità, possono offrire una rappresentazione incompleta di alcune forme di criminalità. Le indagini sulle esperienze delle vittime consentono di stimare il cosiddetto «numero oscuro», senza determinarlo in modo esaustivo.

Il Municipio precisa inoltre che l’Ufficio federale di statistica non pubblica una graduatoria generale delle città svizzere per sicurezza. Il posizionamento favorevole di Lugano deriva dal confronto delle frequenze di alcune categorie di reato. Questi raffronti risentono della propensione alla denuncia e delle attività di controllo; sono calcolati sui residenti permanenti e non tengono conto, in particolare, di pendolari e visitatori.

Una seconda edizione era già stata approfondita dalla Polizia con l’Università di Losanna nel 2024. Il progetto non è poi partito per altre priorità di spesa. La Città segnala anche di non disporre di una rilevazione sistematica delle ragioni per cui le vittime rinunciano a denunciare, né di dati specifici locali sul timore che l’autore del reato possa conoscerne identità o domicilio.

La nuova indagine resta da confermare. Il Municipio avverte che, considerati la definizione del progetto, la disponibilità dei ricercatori, la raccolta e l’analisi dei dati, gli eventuali risultati non sarebbero disponibili nel breve termine.

Fonte: Città di Lugano — risposta municipale del 16 ottobre 2026, interrogazione 1646 ↗ · Tamara Merlo (Più Donne) — interrogazione del 10 settembre 2026 ↗