Ticino · Svizzera · Economia · Pubblicato il 16 ottobre
Posta, il Ticino chiede garanzie su recapito e Comuni
Il Consiglio di Stato sostiene l’orientamento della riforma federale, ma chiede quotidiani sei giorni alla settimana e un ruolo vincolante per Cantoni e Comuni.

La riforma delle leggi postali incontra le riserve del Ticino. Nella risposta alla consultazione del 16 settembre 2026, il Consiglio di Stato sostiene l’orientamento generale del progetto federale, ma subordina il proprio appoggio al coinvolgimento effettivo di Cantoni e Comuni negli adeguamenti del servizio.
Il Consiglio federale ha posto in consultazione le revisioni della legge sulle poste e della legge sull’organizzazione della Posta. Per quest’ultima, il comunicato governativo indicava il termine del 15 ottobre 2026. Secondo il Governo, all’entrata in vigore della legge sulle poste rivista, prevista all’incirca nel 2030, l’offerta iniziale resterà invariata. Il servizio universale dovrà continuare a finanziarsi senza sostegno pubblico.
In seguito, se la domanda scendesse sotto determinate soglie, la Posta potrebbe chiedere un adeguamento del mandato; deciderebbe il Consiglio federale, considerando anche le specificità regionali. La revisione organizzativa precisa invece il legame richiesto tra le attività accessorie e i compiti principali dell’azienda e prevede l’approvazione della PostCom per acquisizioni di partecipazioni in grandi imprese.
Per il Governo ticinese, eventuali riduzioni devono essere graduali. Sui quotidiani in abbonamento chiede di mantenere il recapito sei giorni alla settimana e la consegna entro le 12.30. Domanda inoltre prescrizioni sui tempi di trasmissione anche nella futura offerta minima, per tutelare la prevedibilità delle consegne e la qualità nelle diverse regioni.

Bellinzona vuole conservare l’obbligo di dialogo fra Posta e Cantoni, la consultazione dei Comuni e la conciliazione. Chiede che ogni futura modifica dell’ordinanza passi da una consultazione ordinaria. La rete deve restare capillare e tenere conto delle esigenze locali; la scelta fra lettera elettronica e cartacea deve rimanere al destinatario.
Più netta l’opposizione del Gruppo svizzero per le regioni di montagna (SAB): nella nota dell’11 agosto respinge il ridimensionamento prospettato e avverte che le aree rurali e montane sarebbero le più esposte. Si tratta di posizioni sulla riforma: le modifiche discusse non costituiscono un taglio già applicato ai servizi in Ticino.
Fonte: Consiglio di Stato del Cantone Ticino — risposta del 16 settembre 2026 ↗ · Consiglio federale / DATEC / UFCOM — comunicato del 24 giugno 2026 ↗ · Gruppo svizzero per le regioni di montagna (SAB) — comunicato dell’11 agosto 2026 ↗