Ticino · Svizzera · Pubblicato il 21 settembre
Regolazione del Lago Maggiore: Storni solleva il caso del livello estivo a Berna
Un'interpellanza inoltrata al Consiglio federale dal consigliere nazionale Bruno Storni critica la gestione idrica del Verbano e le sperimentazioni avviate per l'agricoltura lombarda.

LOCARNO - La gestione del livello del Lago Maggiore e l'uso delle sue risorse idriche finiscono al centro del dibattito politico a Berna. Il consigliere nazionale Bruno Storni (PS) ha inoltrato un'interpellanza al Consiglio federale per chiedere chiarimenti sulla regolazione del Verbano, contestando la gestione estiva dell'invaso e l'impatto sul territorio ticinese.
Nel mirino del deputato vi sono le decisioni prese dalle autorità italiane di regolazione con l'assenso della Confederazione e del Cantone. Secondo quanto riportato nell'atto parlamentare, a marzo dall'Italia è giunta l'informazione di un aumento di altri 10 centimetri del livello estivo per incrementare la riserva idrica destinata all'agricoltura in Lombardia. Una scelta che, per Storni, accentua la pressione sul bacino.
Durante la stagione estiva, le operazioni di prelievo hanno registrato una forte intensificazione. Come evidenziato nell'interpellanza, i prelievi dal lago hanno fatto scendere il livello anche di 6 centimetri al giorno, con la conseguenza che il Verbano ha raggiunto minimi storici attorno ai 192 metri sul livello del mare, causando disagi lungo le sponde ticinesi. In piena estate, inoltre, è stato prelevato 1 centimetro al giorno per 10 giorni dal Ceresio da convogliare verso il Verbano.
Le critiche sollevate da Storni riguardano anche la sperimentazione in corso da oltre un decennio, che mira a mantenere il livello estivo a 1,25 metri sullo Zero idrometrico di Sesto Calende (Zisc). Il consigliere nazionale chiede se la Confederazione intenda tornare alla regolazione storica estiva a 1 metro sullo Zisc o se sia prevista una conclusione della sperimentazione in vista della convenzione italo-svizzera annunciata per il 2027.