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Ticino · Pubblicato il 5 novembre

Ticino, falsi operatori bancari al telefono: come riconoscere il raggiro

Una testimonianza dal Sopraceneri rilancia il rischio: l’UFCS raccomanda di riagganciare e verificare con la banca tramite un recapito ufficiale.

Una cornetta telefonica, foto illustrativa d’archivio del 2017. Non raffigura uno degli episodi descritti. Immagine ridimensionata. Fonte: https://commons.wikimedia.org/wiki/File:FeAp_92-1a_-_handset-4974.jpg — Licenza: https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0/
Una cornetta telefonica, foto illustrativa d’archivio del 2017. Non raffigura uno degli episodi descritti. Immagine ridimensionata. Fonte: https://commons.wikimedia.org/wiki/File:FeAp_92-1a_-_handset-4974.jpg — Licenza: https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0/ · Raimond Spekking / Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0

In Ticino arrivano nuove testimonianze di telefonate da falsi operatori bancari. Ticinonline riferisce il caso di una donna del Sopraceneri alla quale un interlocutore, presentatosi come addetto di Raiffeisen, chiedeva di autorizzare un bonifico di 600 franchi. Il racconto è stato raccolto dalla testata e non costituisce un bilancio delle perdite subite.

▶ Il servizio video di ti-web.ch

Il meccanismo è descritto anche dall’Ufficio federale della cibersicurezza (UFCS): con il vishing, il phishing fatto a voce, i malintenzionati si presentano come rappresentanti di istituti conosciuti. Evocano problemi di sicurezza o transazioni sospette per spingere chi risponde a rivelare informazioni riservate, confermare operazioni o installare programmi di accesso remoto.

Il numero sullo schermo non basta a riconoscere il chiamante. In un avviso sullo spoofing, l’UFCS ricorda che anche un numero svizzero o un prefisso locale possono essere falsificati. L’apparenza di una chiamata vicina o istituzionale non ne garantisce quindi l’autenticità.

L’UFCS raccomanda di interrompere la conversazione se vengono esercitate pressioni o richiesti dati sensibili. Password, PIN e codici di conferma non vanno comunicati al telefono; non bisogna concedere l’accesso remoto al proprio dispositivo su richiesta del chiamante. Per chiarire un dubbio occorre contattare la banca attraverso un recapito ufficiale già noto, evitando numeri e link forniti dall’interlocutore sospetto.

Se sono già stati comunicati dati bancari, fedpol invita a contattare subito la banca per bloccare le carte. Anche dopo un pagamento bisogna avvertire immediatamente l’istituto, affinché possa eventualmente fermarlo. Il tentativo di frode può essere segnalato attraverso il portale dell’UFCS indicato da fedpol.

Fonte: Ticinonline — Chiara De Carli, testimonianza dal Sopraceneri, 5 novembre 2026 (secondaria) ↗ · UFCS — raccomandazioni contro il vishing, 6 maggio 2025 ↗ · UFCS — spoofing e numero svizzero sul display, 22 settembre 2026 ↗ · fedpol — cosa fare dopo una telefonata fraudolenta ↗

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