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Svizzera · Cultura · Pubblicato il 25 settembre

Una tossina fungina che fa dormire le fabbriche di proteine

Ricercatori dell'Università di Berna scoprono come la tossina NT-2 blocca i ribosomi nei cereali, aprendo nuove prospettive per terapie mediche.

Spiga di grano colpita da Fusarium culmorum, fungo produttore di tossine nei cereali.
Spiga di grano colpita da Fusarium culmorum, fungo produttore di tossine nei cereali. · Barbara Scherm et al. / Wikimedia Commons, CC BY 4.0

Una tossina fungina comunemente presente nei cereali come frumento, orzo e mais è in grado di bloccare i meccanismi di produzione cellulare delle proteine. Lo ha scoperto un team di ricerca dell'Università di Berna, che ha identificato nella sostanza denominata NT-2 la capacità di mettere in una sorta di modalità di sonno i ribosomi, gli organelli cellulari responsabili della sintesi proteica.

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Per giungere a questo risultato, i ricercatori hanno sviluppato un sistema di test innovativo capace di riprodurre i processi cellulari all'esterno delle cellule viventi. Attraverso questa piattaforma sono state analizzate ben 28'000 sostanze differenti. La tossina NT-2, prodotta da funghi del genere Fusarium, si è dimostrata particolarmente efficace nel legarsi direttamente ai ribosomi, disattivandoli.

Infografica: Una tossina fungina che fa dormire le fabbriche di proteine
Infografica ti-web.ch

«Si può immaginare che le fabbriche delle proteine della cellula vengano messe in una modalità di sonno dalla quale non riescono più a risvegliarsi da sole», ha spiegato il responsabile dello studio Evangelos Karousis. Moltissimi ribosomi trattati con la sostanza sono rimasti in uno stato di completa inattività, incapaci di riprendere la sintesi senza un intervento esterno.

La scoperta potrebbe avere importanti ricadute a lungo termine in ambito medico e farmacologico. Diverse patologie complesse sono infatti legate all'eccessiva o errata produzione di proteine da parte delle cellule. Comprendere come disattivare o rallentare in modo controllato queste strutture cellulari offrirà la base per lo sviluppo di nuovi trattamenti mirati. Il prossimo obiettivo degli studiosi sarà capire come riattivare i ribosomi addormentati.

Alla ricerca, pubblicata sulla rivista scientifica Communications Biology, hanno collaborato anche il Politecnico federale di Losanna (EPFL) e il Politecnico federale di Zurigo (ETH Zurigo).

Fonte: Università di Berna (secondaria) ↗