Svizzera · Economia · Pubblicato il 16 settembre
Votazioni federali del 27 settembre, sondaggio Tamedia: netto orientamento verso il «no»
A meno di due settimane dalle votazioni federali del 27 settembre 2026, la seconda ondata del sondaggio 20 Minuten/Tamedia/LeeWas segnala una probabile bocciatura sia dell'iniziativa sulla neutralità sia di quella sull'alimentazione sicura.

A meno di due settimane dall'appuntamento elettorale con le votazioni federali del 27 settembre 2026, si prospetta una bocciatura per i due oggetti in consultazione. Secondo la seconda ondata del sondaggio 20 Minuten e Tamedia, condotto in collaborazione con l'istituto LeeWas tra il 9 e il 10 settembre su un campione di 12'948 persone in tutta la Svizzera, entrambe le proposte registrano un chiaro orientamento verso il «no».
L'iniziativa popolare «Salvaguardia della neutralità svizzera» raccoglie allo stato attuale il 31% di consensi, a fronte di un 68% di contrari e dell'1% di indecisi. Rispetto alla prima rilevazione, il fronte dei favorevoli evidenzia un calo di cinque punti percentuali, confermando una dinamica ricorrente nei temi ad alto impatto politico dove l'opposizione tende a consolidarsi con l'avvicinarsi della data del voto.
La bocciatura appare ancora più marcata per l'iniziativa «Per un'alimentazione sicura – mediante il rafforzamento di una produzione nazionale sostenibile, più derrate alimentari vegetali e acqua potabile pulita». La proposta si ferma al 29% di pareri favorevoli, mentre il 69% si dichiara contrario e il 2% resta indeciso. Il sostegno risulta maggioritario solo tra l'elettorato dei Verdi (72% sì), mentre l'opposizione prevale nel PS (52% no), nel PVL (57% no), nel Centro (82% no), nell'UDC (85% no) e nel PLR (88% no).

Tra le argomentazioni a favore dell'iniziativa sulla neutralità prevale il timore che il concetto possa essere interpretato in modo discrezionale se non ancorato formalmente in Costituzione (35%), unitamente alla volontà di mantenere un ruolo imparziale di mediazione (31%). I contrari sottolineano invece la perdita di flessibilità nella politica estera (33%) e i rischi di indebolimento della cooperazione in materia di sicurezza e difesa (26%).
Per quanto riguarda l'iniziativa sull'alimentazione, chi sostiene il testo punta sulla riallocazione dei sussidi a favore della produzione sostenibile rispetto a quella animale (30%). Tra i contrari, la motivazione principale risiede nel timore che l'obbligo di autoapprovvigionamento al 70% conduca a restrizioni sulle scelte alimentari e sui prodotti di origine animale (39%). La rilevazione LeeWas presenta un margine di errore statistico pari a 1,5 punti percentuali.