Svizzera · Pubblicato il 18 settembre
Winterthur, ok all'analisi dei telefoni dell'accoltellatore: prolungata la carcerazione
Il Tribunale delle misure coercitive ha accolto le richieste della Procura federale: via libera all'esame dei dispositivi del 31enne che ferì tre persone alla stazione.

ZURIGO - Gli inquirenti della Procura federale potranno analizzare i dispositivi elettronici sequestrati al presunto autore dell'aggressione con coltello avvenuta a maggio alla stazione di Winterthur. Il Tribunale delle misure coercitive ha infatti accolto le richieste avanzate dalla Procura federale, come confermato da Keystone-ATS a seguito di un'anticipazione di Radio SRF.
Il Tribunale ha inoltre autorizzato la proroga di altri sei mesi della carcerazione preventiva del sospettato, un 31enne cittadino svizzero-turco con precedenti penali. Alla fine di maggio l'uomo si era presentato alla polizia in stato confusionale ed era stato ricoverato in psichiatria tramite una collocazione a scopo assistenziale. Lasciata la clinica due giorni dopo, il 28 maggio ha aggredito tre passanti alla stazione di Winterthur gridando «Allah u Akbar».

L'uomo, cresciuto a Winterthur, era già noto alle autorità dal 2015 per la diffusione di propaganda dello Stato Islamico (IS) e per aver frequentato l'ambiente dell'ex moschea An'Nur di Winterthur, nota per posizioni estremiste. La Procura federale procede nei suoi confronti con le ipotesi di reato di tentato omicidio plurimo e sostegno o partecipazione a un'organizzazione terroristica.
Fino ad oggi l'analisi di laptop e cellulare era rimasta bloccata a causa dell'opposizione del 31enne alla perquisizione dei propri dispositivi. Con la rimozione dei sigilli disposta dai giudici, gli inquirenti potranno ora esaminare i contenuti digitali e verificare l'eventuale esistenza di una rete di supporto.