Svizzera · Pubblicato il 26. September
Asilo respinto per la coppia russa: costretti a lasciare la Svizzera
La Segreteria di Stato della migrazione e il Tribunale amministrativo federale hanno confermato il diniego alla richiesta di protezione di Ilia Ageev e Dmitrii Kiselev.

BERNA - «È la fine per noi, finiremo in prigione». Con queste parole Ilia Ageev e Dmitrii Kiselev, coppia omosessuale russa residente in Svizzera da cinque anni e mezzo, hanno commentato la decisione delle autorità elvetiche che impone loro di lasciare la Svizzera entro l’inizio di ottobre per fare rientro nel loro Paese d’origine.
La richiesta d'asilo presentata dai due uomini è stata respinta dalla Segreteria di Stato della migrazione (SEM) e la decisione è stata confermata in ultima istanza dal Tribunale amministrativo federale (TAF). Secondo le valutazioni dei giudici e dell'autorità federale, in Russia non sussisterebbero rischi di persecuzione sufficientemente gravi da giustificare la concessione dell'asilo o della protezione temporanea.

La coppia era fuggita dalla Russia nell’aprile 2021 a seguito di un'aggressione omofoba subita da Ageev a San Pietroburgo, sfociata nella frattura del naso e rimasta impunita. Ageev era inoltre un attivista conosciuto all'interno della comunità LGBTQ+ locale, avendo organizzato proteste e parlato pubblicamente dei propri diritti e della propria sieropositività. Kiselev sostiene che la loro posizione sia quella di rifugiati politici a tutti gli effetti.
Nelle motivazioni della sentenza, la SEM e il TAF sostengono tuttavia che in Russia esista un sistema giudiziario e di polizia funzionante in grado di offrire protezione e che le discriminazioni non costituiscano da sole un motivo sufficiente per l'asilo, a condizione che i due mantengano un profilo riservato sulla propria sessualità. Una valutazione fortemente criticata da esperti di diritto della migrazione della ZHAW e da Amnesty International, che sottolineano il grave inasprimento della repressione statale contro le persone LGBTQ+ in Russia.
Nonostante l'integrazione e il sostegno della comunità locale, Ageev e Kiselev si stanno preparando a lasciare il Paese, esprimendo rammarico per la decisione delle autorità elvetiche.