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Svizzera · Pubblicato il 26 settembre

Asilo respinto per la coppia russa: costretti a lasciare la Svizzera

La Segreteria di Stato della migrazione e il Tribunale amministrativo federale hanno confermato il diniego alla richiesta di protezione di Ilia Ageev e Dmitrii Kiselev.

La sede della Segreteria di Stato della migrazione (SEM) a Berna-Wabern
La sede della Segreteria di Stato della migrazione (SEM) a Berna-Wabern · Yesuitus2001 / Wikimedia Commons, CC BY-SA 3.0

BERNA - «È la fine per noi, finiremo in prigione». Con queste parole Ilia Ageev e Dmitrii Kiselev, coppia omosessuale russa residente in Svizzera da cinque anni e mezzo, hanno commentato, come riferisce Blick, la decisione delle autorità elvetiche che impone loro di lasciare la Svizzera entro l’inizio di ottobre per fare rientro nel loro Paese d’origine.

▶ Il servizio video di ti-web.ch

La richiesta d'asilo presentata dai due uomini è stata respinta dalla Segreteria di Stato della migrazione (SEM) e la decisione è stata confermata dal Tribunale amministrativo federale (TAF). Secondo le valutazioni dei giudici e dell'autorità federale, in Russia non sussisterebbero rischi di persecuzione sufficientemente gravi da giustificare la concessione dell'asilo.

La coppia era fuggita dalla Russia nell’aprile 2021 a seguito di un'aggressione omofoba subita da Ageev a San Pietroburgo, che gli ha causato la frattura del naso: secondo il suo racconto, la denuncia non ha portato all'apertura di un'indagine. Ageev era inoltre un attivista conosciuto all'interno della comunità LGBTQ+ locale, avendo organizzato proteste e parlato pubblicamente dei propri diritti e della propria sieropositività. Kiselev sostiene che la loro posizione sia quella di rifugiati politici a tutti gli effetti.

Nelle motivazioni della sentenza, la SEM e il TAF sostengono tuttavia che in Russia esista un sistema giudiziario e di polizia funzionante in grado di offrire protezione e che le discriminazioni non costituiscano da sole un motivo sufficiente per l'asilo, a condizione che i due mantengano un profilo riservato sulla propria sessualità. Una valutazione contestata da Valerio Priuli, professore di diritto della migrazione alla ZHAW, secondo cui il Tribunale avrebbe dovuto analizzare più a fondo il rischio futuro. Amnesty International invita alla cautela: pur non essendo formalmente punita, l'omosessualità in Russia è oggetto di una repressione crescente.

Nonostante l'integrazione e il sostegno della comunità locale, Ageev e Kiselev si stanno preparando a lasciare il Paese, esprimendo rammarico per la decisione delle autorità elvetiche.

Fonte: Blick (secondaria) ↗ · tio.ch (secondaria) ↗