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Economia · Svizzera · Pubblicato il 12. September

Dove arrivano i richiedenti, gli affitti scendono

Un nuovo studio condotto dalle università di Losanna e Lugano evidenzia che la presenza di centri per richiedenti l'asilo incida sui prezzi delle abitazioni circostanti, con una flessione più marcata vicino a strutture con alta presenza di ospiti dall'Africa subsahariana.

Il cortile di un centro d'accoglienza per richiedenti l'asilo a Den Helder (foto d'archivio)
Il cortile di un centro d'accoglienza per richiedenti l'asilo a Den Helder (foto d'archivio) · Lars van der Heide, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

LUGANO - Un centro per richiedenti l'asilo può avere un legame diretto sul mercato immobiliare. In Svizzera, secondo un nuovo studio condotto dalle università di Losanna e Lugano, gli affitti vicino alle strutture ospitanti scendono in media del 3,8%.

L'analisi riguarda il periodo tra il 2004 e il 2014 e utilizza 154'573 annunci di affitto vicino a 91 centri con minimo 30 posti letto e rimasti aperti per almeno quattro anni. Il risultato principale evidenzia che, quando un centro è attivo, gli affitti degli immobili situati entro circa 700 metri risultano in media inferiori del 3,8% rispetto a quelli degli immobili più distanti utilizzati come gruppo di controllo, confrontando l'andamento prima e dopo l'apertura. Una diminuzione che emerge già nei primi tre mesi dopo l'apertura e persiste per almeno due anni. Alla chiusura dei centri, gli affitti nelle vicinanze mostrano invece una ripresa.

Infografica: Dove arrivano i richiedenti, gli affitti scendono
Infografica ti-web.ch

Lo studio ha inoltre cercato di stabilire se la variazione degli affitti fosse associata alle caratteristiche degli ospiti delle strutture. Incrociando i dati del mercato immobiliare con informazioni non pubbliche della Segreteria di Stato della migrazione (SEM), i ricercatori hanno preso in considerazione la composizione etnica, l'appartenenza religiosa e la propensione statistica alla criminalità delle diverse nazionalità.

L'effetto varia quindi in base alla composizione dei centri. Dove la quota di richiedenti asilo provenienti dall'Africa subsahariana è inferiore alla mediana, l'apertura è associata a una riduzione degli affitti del 3%. Nei centri con una quota superiore, il calo raggiunge il 4,2%. Gli autori non trovano invece differenze statisticamente significative riconducibili alla religione dichiarata, alla distanza genetica o alla propensione alla criminalità stimata sulla base della nazionalità.

Secondo Marius Brülhart, professore di economia all'Università di Losanna e coautore dello studio, una parte considerevole della reazione dei prezzi può essere legata a pregiudizi razziali. Gli autori traducono infine il calo medio del 3,8% in una disponibilità a pagare stimata di 851 franchi svizzeri all'anno per unità abitativa per evitare l'apertura di un centro nelle vicinanze, pari a circa lo 0,7% del reddito familiare lordo medio.

Quelle: Ticinonline (secondaria)

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