Ticino · Economia · Pubblicato il 11. September
Recupero dell'acqua piovana: il PLR-PVL interpella il Municipio di Lugano
Cinque consiglieri comunali propongono alla Città di valutare incentivi per l'installazione di cisterne e impianti privati di riutilizzo idrico.

I frequenti periodi di siccità registrati durante la stagione estiva ripropongono al centro del dibattito la gestione delle risorse idriche nel Luganese. Cinque consiglieri comunali del gruppo PLR-PVL – Petra Schnellmann (prima firmataria), Lara Olgiati, Sébastien Reuille, Carola Barchi e Rubens Bertogliati – hanno inoltrato un’interrogazione al Municipio di Lugano per chiedere una valutazione approfondita sul recupero e sul riutilizzo dell’acqua piovana.
Nell'atto parlamentare si evidenzia come le opzioni possano spaziare da soluzioni semplici, quali serbatoi collegati ai pluviali per l'irrigazione, fino a impianti più complessi dotati di cisterne e reti di distribuzione interna. Tali sistemi consentirebbero di impiegare l'acqua piovana raccolti per il risciacquo dei servizi igienici, la pulizia di superfici e altri usi che non richiedono l'impiego di acqua potabile. I firmatari chiedono al Governo cittadino di chiarire la procedura necessaria per la posa di impianti privati e se la Città abbia già erogato incentivi negli ultimi cinque anni.

Qualora non siano previsti sostegni finanziari specifici, i consiglieri sollecitano l'Esecutivo a valutare l'introduzione di contributi a favore di privati e imprese. L'interrogazione suggerisce di prendere a modello le esperienze di diversi Comuni ticinesi che hanno già adottato misure analoghe, citando i casi di Mendrisio, Collina d’Oro, Stabio, Comano, Castel San Pietro, Coldrerio e Val Mara. Il Municipio viene inviato a riferire sui risultati ottenuti in queste località e sulla fattibilità di un modello proporzionale agli investimenti per la realtà luganese.
La richiesta di informazioni si estende anche al patrimonio immobiliare pubblico, con l'obiettivo di rilevare quanti edifici e infrastrutture comunali siano già dotati di dispositivi di recupero idrico e quale sia il risparmio annuo di acqua potabile ottenuto. Inoltre, in merito ai nuovi interventi edilizi e ai risanamenti, i deputati chiedono se l'Esecutivo intenda promuovere indirizzi riconducibili al modello urbanistico della «città spugna».
Infine, l'interrogazione sollecita una visione preventiva a medio e lungo termine per ridurre la pressione sulla rete idrica cittadina. Tra le opzioni complementari agli interventi sulle singole strutture edilizie, i firmatari propongono di valutare la realizzazione di bacini di stoccaggio dell'acqua nelle valli del territorio.