Svizzera · Economia · Pubblicato il 21. September
«Più dighe sulle Alpi per salvare l'acqua»: la proposta dei Verdi liberali
Di fronte alla penuria idrica provocata dall'estate 2026, i Verdi liberali propongono la creazione di nuovi bacini artificiali alpini per conservare le risorse idriche.

L'estate da record del 2026 ha messo sotto pressione le riserve idriche della Svizzera, accendendo il dibattito sulle strategie di adattamento ai cambiamenti climatici. Per contrastare i periodi di siccità e conservare l'acqua derivante dallo scioglimento accelerato dei ghiacciai, i Verdi liberali propongono la costruzione di nuovi bacini e dighe nelle regioni alpine.
L'iniziativa è sostenuta dalla consigliera nazionale zurighese Barbara Schaffner e dal presidente del partito Jürg Grossen. Secondo i promotori, come riportato da tio.ch e dal Blick, i nuovi bacini idrici alpini non dovrebbero servire unicamente alla produzione di energia idroelettrica, ma assumere la funzione di vere e proprie riserve strategiche dell'acqua a cui attingere nei momenti di emergenza.

Le risorse idriche così stoccate potrebbero garantire il rifornimento per l'agricoltura di montagna e gli alpeggi, oltre a costituire un punto di approvvigionamento fondamentale per i pompieri durante gli incendi boschivi. Inoltre, in caso di precipitazioni intense, i bacini svolgerebbero una funzione di ritenzione per proteggere le aree di fondovalle dalle alluvioni.
La proposta affronta tuttavia forti resistenze. Oltre alle preoccupazioni per la tutela del paesaggio e della natura nelle vallate alpine, si registrano perplessità anche da parte delle aziende energetiche sull'uso multifunzionale dei bacini artificiali. La questione delle risorse idriche e della creazione di bacini resta al centro dell'attenzione anche del Gruppo svizzero delle regioni di montagna.